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Scuola senza voti, gli studenti: “Ho vinto la timidezza. Ho raggiunto la consapevolezza di non essere un voto. Gli errori diventano una cosa autentica”.

Scuola senza voti, pro o contro? Un interessante esperimento svolto da alunni ed insegnanti del liceo scientifico Copernico – Luxembourg di Torino, riportato diffusamente in un articolo di “Orizzonte scuola”. Ricordiamo, solo per inciso che in Finlandia, dove si ritiene vi sia il migliore sistema scolastico al mondo, non vengono somministrati voti fino ai tredici anni. Invece di “bocciare” gli studenti, il sistema prevede un supporto individuale per coloro che non raggiungono le competenze richieste.

Ma ritorniamo all’esperimento torinese. Molti hanno espresso la propria opinione, ora favorevole, ora contraria, al voto. Gli studenti, per illustrare la loro esperienza, hanno anche realizzato un video in classe con la forma dell’intervista doppia. Protagonisti dell’iniziativa sono gli alunni della classe 2D dell’Istituto d’istruzione secondaria Copernico-Luxemburg di Torino che da tempo sono alle prese con l’esperienza della sostituzione dei voti numerici, durante le verifiche e nelle interrogazioni, con i giudizi descrittivi.

“Ricevere il voto per me è indifferente: l’interrogazione ha sempre lo stesso valore”, aveva detto tempo fa uno studente. Gli aveva fatto eco un altro: “Non serve un voto a farmi capire se sono andato bene o male”. Un altro ancora osserva: “Senza il voto sono più propenso a focalizzarmi su ciò che è andato bene o male nella mia interrogazione”. E ancora un’altra risposta: “Trovo che il metodo cooperativo sia utile per socializzare e ottenere più conoscenza”. Di più: “Mi sono anche divertito”. Si prosegue: “Dove non arrivi tu, arriva il tuo compagno”; “Puoi farti dare una mano”; “Puoi vedere come lavora il tuo compagno”; “Si impara insieme”.

Per Ernestina Morello, docente di materie letterarie e latino presso l’Istituto d’istruzione secondaria Copernico-Luxemburg di Torino, le risposte dei suoi ragazzi del Liceo scientifico erano state commoventi. “La consapevolezza della mia scelta – rivela oggi la professoressa in questa intervista – si è fatta strada a partire da una vicenda personale e professionale molto dolorosa, che ha condiviso con me anche la mia famiglia. In una vecchia scuola in cui prestavo servizio mi erano stati sindacati dei voti e le famiglie e gli studenti avevano anche sollecitato l’intervento del dirigente scolastico che mi aveva chiesto di renderne conto in sede ufficiale. A nessuno interessava realmente la fondatezza del voto, ma si era innescata una gara al voto più alto, usato spesso e volentieri come ‘merce di scambio’ con i genitori per giovare di alcuni vantaggi, come ad esempio le uscite del sabato sera, la benzina al motorino, l’uso del cellulare… E ancora: “Era da moltissimo tempo che aspettavo la possibilità di realizzare questo progetto”. Il progetto era poi diventato un libro. Un libro pubblicato su Amazon.

Per approfondire il tema rinviamo all’integrale lettura dell’articolo.

https://www.orizzontescuola.it/scuola-senza-voti-gli-studenti-ho-vinto-la-timidezza-ho-raggiunto-la-consapevolezza-di-non-essere-un-voto-gli-errori-diventano-una-cosa-autentica-le-esperienze-video/?utm_source=pushloop

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