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Libro bianco UE sulla difesa europea: siamo circondati dal nemico (Russia,Cina,Iran,Corea del Nord, Africa). Se non ci armiamo ci tolgono pure la mamma…

Manuel M Buccarella

È stato pubblicato negli scorsi giorni il famoso Libro bianco della UE sulla difesa europea e il piano ReArm Europe/Readiness 2030.

Un piano che analizza le lacune europee sotto l’aspetto della difesa e della sicurezza degli Stati membri e dei loro confini. Il documento nasce perché la UE sarebbe esposta a diverse minacce e da qui la necessità di un “pronto riarmo” per affrontare le sfide del futuro. Il testo è significativamente scritto da due baltici, quelli per intenderci che vorrebbero sempre più denari europei per continuare la guerra in Ucraina. Trattasi dell’estone Kaja Kallas, Alto rappresentante per la politica estera, e del lituano Andrius Kubilius, commissario alla Difesa.

Il documento individua quale prima fonte di minaccia alla sicurezza continentale la Russia, che ha ampliato in modo massiccio la sua capacità di produzione militare-industriale aumentando la spesa fino al 9% del PIL e che nel 2025 si prevede supererà la spesa per la Difesa degli Stati membri in termini di parità di potere d’acquisto. Si afferma anche che se alla Russia verrà consentito di raggiungere i suoi obiettivi in Ucraina, la sua ambizione territoriale si estenderà oltre e che Mosca alimenta costantemente tensioni e instabilità nei Paesi limitrofi all’Europa.

Ma il libro bianco non si limita alla Russia: il nemico permanente – tanto per parafrasare il titolo di un volume di Elena Basile – della civile e democratica Europa è ovviamente anche la Cina che, nonostante sia un partner commerciale chiave per l’UE, sta aumentando la spesa per la Difesa, con una mancanza di trasparenza in merito al suo rafforzamento militare, si legge nel manoscritto. Ora Pechino – si legge sempre nel mirabile documento – sta rapidamente espandendo le sue capacità militari, tra cui capacità nucleari, spaziali e informatiche, alterando significativamente l’equilibrio strategico nell’Indo-Pacifico. Le azioni della Cina nel Mar Cinese Orientale e Meridionale e intorno a Taiwan stanno mettendo a rischio la regione, mentre la sua crescente proiezione militare nel Pacifico Meridionale e nell’Oceano Indiano sta suscitando preoccupazioni tra i partner europei. Ciò metterebbe in difficoltà, in prospettiva, la possibilità di approvvigionamento dalla Cina di microchip e componentistica elettronica. Un grave danno per l’economia europea…da affrontare con strumenti militari…

Dulcis in fundo in Medio Oriente il legame diretto dell’Iran con la Russia, le sue ambizioni militari, il suo sostegno ai proxy e il suo ruolo nella destabilizzazione della regione continuano a essere una seria preoccupazione per la sicurezza europea. I conflitti in tutta l’Africa, compresi Sahel, Libia e Sudan, hanno implicazioni dirette per la sicurezza e l’economia dell’Europa e continueranno a generare instabilità, mentre risultano in crescita le minacce ibride come attacchi informatici, sabotaggi, interferenze elettroniche nei sistemi di navigazione e satellitari globali, campagne di disinformazione e spionaggio politico e industriale, nonché lo sfruttamento delle ondate migratorie.

Insomma, chi più ne ha più ne metta. L’Europa dunque è accerchiata da un resto del mondo ostile ed aggressivo ed allora non ci sono alternative: “Armiamoci e partite!!!”

“Come ai tempi della guerra antiterrorista globale scatenata dopo l’attentato al Qaeda del 2001 (ma pensata anni prima) – scrive il 28 marzo su Il Fatto Quotidiano Barbara Spinelli – il nemico esistenziale “minaccia il nostro stile di vita e la capacità di scegliere il nostro futuro attraverso processi democratici”. Quale stile? Se è lo stile basato sulla giustizia sociale e il pluralismo delle idee, il Riarmo lo squassa: il Welfare sarà ancor più decurtato e agli apparati militari-industriali sarà affidata la cosiddetta way of life.Quanto all’uso russo e cinese della disinformazione, converrebbe andarci piano. Si descrive una “Cina autoritaria che estende il potere sulle nostre economie e società”, e si sottace l’immenso reticolato di influenze/ingerenze occidentali nel mondo. Per i sostenitori di ReArm Europe – termine insensato: lo Stato europeo non c’è, dunque ognuno farà da sé – l’interferenza russa o cinese è guerra ibrida, mentre la planetaria ingerenza occidentale si chiama soft power, “potere soffice”, anche quando rovescia governi come in Ucraina nel 2014, con soldi e violenza, o delegittima esiti elettorali non allineati alla Nato, come quello in Romania del dicembre 2024.L’ordine da difendere è quello “basato sulle regole” (rules-based order) che dalla fine della Guerra fredda ha violato ogni legge internazionale in difesa di una sola regola: il dominio unipolare Usa sul pianeta, peraltro fallito”.

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