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Little Steven e le canzoni di protesta: Pretoria

Torniamo un attimo negli anni 80. Siamo nel 1987 e Little Steven pubblica l’album “Freedom No Compromise”.

Il lavoro, famoso soprattutto per la hit “Bitter Fruit”, contiene diversi brani (otto per la precisione), improntati all’attivismo ed alla militanza politica. Il brano “Pretoria” è uno di questi .

Questa canzone rappresenta uno dei momenti più forti del suo attivismo musicale contro l’apartheid in Sudafrica.Negli anni ’80 il Sudafrica era ancora sotto il regime dell’apartheid, un sistema di segregazione razziale istituzionalizzata che discriminava gravemente la popolazione nera. Pretoria, la capitale amministrativa del Sudafrica, era un simbolo di questo regime oppressivo.

Little Steven compose questo brano come parte del suo impegno nella lotta contro l’apartheid. Qualche anno prima aveva condotto una campagna chiamata “Sun City”, che puntava a boicottare artisticamente il Sudafrica, scoraggiando i musicisti dall’esibirsi nel paese fino a quando l’apartheid non fosse stato abolito.

Il testo di “Pretoria” affronta direttamente le ingiustizie dell’apartheid, chiamando per un cambiamento e invocando solidarietà internazionale. La canzone si inserisce nella tradizione della “protest music” americana, ma con un’attenzione specifica alla situazione sudafricana.

Musicalmente “Pretoria” riflette lo stile caratteristico di Little Steven di quel periodo, fondendo rock e world music. Una produzione che enfatizza i cori che ricordano i canti di protesta sudafricani, e crea un effetto di chiamata e risposta tipico della tradizione musicale africana.Un potente ritmo afro-rock con percussioni prominenti che evocano tradizioni musicali africane. La struttura del brano è costruita per crescere in intensità, con la voce appassionata di Van Zandt che si eleva sopra strumenti che creano un tappeto sonoro di protesta e speranza.

Insieme ad artisti come Peter Gabriel, Bruce Springsteen e U2, Little Steven contribuì a sensibilizzare il pubblico occidentale sulle ingiustizie dell’apartheid. L’album “Freedom No Compromise” rappresentò il culmine dell’impegno politico di Little Steven, che in precedenza aveva già lanciato il progetto “Artists United Against Apartheid” e la famosa campagna “Sun City” (1985), che riunì numerosi artisti per boicottare il Sudafrica finché il regime non fosse caduto. Il 1987, anno di pubblicazione dell’album, fu un periodo di crescente pressione internazionale sul regime sudafricano, con sanzioni economiche e isolamento culturale che stavano iniziando a produrre effetti significativi.

“Pretoria” rimane una testimonianza importante di come la musica rock possa essere veicolo di messaggi politici e di come gli artisti possano utilizzare la loro piattaforma per promuovere il cambiamento sociale. La canzone anticipa di pochi anni la fine dell’apartheid e la liberazione di Nelson Mandela nel 1990, eventi che avrebbero dato ragione all’impegno e alla visione di artisti come Little Steven.

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