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Secondo HonestReporting, organizzazione Usa filo israeliana, il 72% delle vittime di Gaza sarebbero uomini di età compresa tra i 13 e i 55 anni, l’età media dei combattenti di Hamas. Scompaiono dalla lista donne e bambini. La negazione di un genocidio.

Manuel M Buccarella

HonestReporting è un advocacy group statunitense la cui mission, si legge sul suo sito, è quella di garantire verità, integrità e correttezza e di combattere i pregiudizi ideologici nel giornalismo e nei media, in quanto aventi un impatto su Israele. Secondo un’analisi condotta da Salo Aizenberg, ricercatore della richiamata organizzazione statunitense, Hamas avrebbe rimosso migliaia di nomi precedentemente riportati nelle liste ufficiali delle vittime del conflitto con Israele. L’aggiornamento di marzo 2025, pubblicato dal Ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, avrebbe eliminato circa 3.400 nomi rispetto ai rapporti di agosto e ottobre 2024, tra cui 1.080 bambini che in realtà non sarebbero mai morti.

“Hamas ha falsificato nuovamente i numeri” ha dichiarato Aizenberg al quotidiano britannico The Telegraph, sottolineando che i dati diffusi dall’organizzazione sono stati ampiamente citati dai media internazionali come fonte ufficiale sulle vittime del conflitto. Confrontando i documenti di agosto e ottobre 2024 con quello di marzo 2025, hanno rilevato la scomparsa di migliaia di nomi precedentemente identificati come vittime.“Questo è un segnale evidente che Hamas sta cercando di rendere i numeri più credibili dopo aver gonfiato le cifre iniziali”, ha commentato Andrew Fox, ricercatore della Henry Jackson Society, think tank transatlantico con sede in UK e con posizioni neoconservatrici e spesso anche islamofobe.

“Stanno tentando di rendere il conteggio più coerente eliminando persone che non avrebbero mai dovuto essere presenti nella lista in primo luogo”, ha affermato.L’aspetto preoccupante di questa vicenda, secondo la Henry Jackson Society, è che le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali hanno spesso citato i dati del Ministero della Salute di Gaza come fonte primaria per stimare le perdite civili nella guerra. Secondo Fox, “le Nazioni Unite pubblicano i dati di Hamas con un semplice disclaimer che li definisce ‘non confermati’, ma in pratica vengono trattati come numeri ufficiali”. Questa situazione avrebbe influenzato la percezione globale del conflitto, generando una narrazione che accusa Israele di colpire principalmente civili. Non così però per l’organizzazione britannica, secondo la quale dall’analisi sulla composizione demografica delle vittime emergeregge che Hamas ha sempre sostenuto che il 70% dei morti fosse composto da donne e bambini, mentre “in realtà, circa il 72% delle vittime di età compresa tra i 13 e i 55 anni sono uomini, una percentuale che corrisponde all’età media dei combattenti di Hamas,” ha spiegato Fox. “La narrativa secondo cui Israele starebbe deliberatamente uccidendo civili non regge di fronte a questi numeri. Le statistiche mostrano chiaramente che la maggior parte dei morti sono uomini in età da combattimento” ha aggiunto.

Addio dunque accuse di genocidio, delitti di guerra e contro l’umanità, rappresentate da testimonianze dirette di medici ed operatori sociali e sanitari stranieri e delle Nazioni Unite, esecuzioni mirate di giornalisti, soprattutto palestinesi, e di intere famiglie e generazioni di famiglie. Secondo le due organizzazioni filoisraeliane e, verrebbe da dire, sioniste, la guerra di Israele a Gaza è non solo giusta, ma condotta correttamente, nel rispetto del diritto internazionale, contro i giusti nemici: i cittadini di sesso maschile arruolati nelle fila di Hamas!

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