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100MILA IN PIAZZA

Carlo Seclì

Lo scorso sabato, 5 aprile 2025, si è svolta un’imponente manifestazione di piazza a Roma, indetta dal leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, allo scopo, dichiarato fin da subito, di dire basta alla politica della guerra e al folle piano di riarmo europeo.

La partecipazione è stata enorme, 100mila persone hanno marciato in un corteo carico di rabbia ed energia, partito da piazza Vittorio Emanuele II, durante cui il presidente Conte ha raggiunto i ragazzi del Network Giovani del Movimento dietro al grande striscione “No al riarmo” e accompagnandoli lungo tutto il tragitto.

“I fondi in armi sono un’assurdità, investiamo soldi in università”, lo slogan più significativo gridato a gran voce dai giovani, rispondendo anche ai miserabili deliri di Carlo Calenda, il politico di “opposizione” al 2% dei consensi, desideroso di cancellare il M5S, che con Giorgia Meloni condivide in realtà “una stessa agenda”.

Alla manifestazione hanno aderito Alleanza Verdi e Sinistra, con Fratoianni e Bonelli lì presenti, Maurizio Acerbo e Rifondazione Comunista, il giornalista Michele Santoro, il Fronte della Gioventù Comunista (Fgc), che si è fatto sentire con uno striscione anti-Ue/Nato e una delegazione del Pd (senza Elly Schlein, che ci tiene a rimarcare la sua distanza da Conte su Kiev). Il corteo è terminato ai Fori Imperiali, la cui area non è riuscita a contenere la totalità della folla oceanica giunta, oltre ogni aspettativa.

Tra gli ospiti sul palco spiccavano Barbara Spinelli, figlia del padre del Manifesto di Ventotene Altiero Spinelli, Pasquale Tridico e altri eurodeputati pentastellati, in continua lotta contro Ursula Von Der Leyen, Marco Travaglio, il video-intervento dello storico Alessandro Barbero, ecc.

I media televisivi, asserviti al governo, hanno dedicato un semplicissimo cenno alla “grande partecipazione alla manifestazione”, senza aggiungere dettagli che avrebbero fatto la differenza nella comunicazione, per non parlare poi di alcune testate giornalistiche, che non hanno riportato altro se non sottolineare la presenza all’evento della tik-toker Rita De Crescenzo o il ritorno delle “bimbe di Conte”.Lo straordinario risultato però è sotto gli occhi di tutti coloro che erano lì fisicamente, giovani e vecchi, come Bruno, 93 anni, presente sotto il palco, per dire no alla guerra, da lui vissuta, che non porta né vincitori né vinti. Questa piazza ha segnato la prima tappa concreta dell’alternativa all’attuale maggioranza, la fine della “luna di miele” di Giorgia Meloni con parte dell’opinione pubblica a suon di menzogne, come ha dichiarato il presidente Conte dal palco. Infatti, secondo Barbero, solo noi ora possiamo fare la differenza, in una situazione storicamente paragonabile agli anni precedenti lo scoppio della I Guerra Mondiale, caratterizzati dal riarmo costante delle potenze europee contro il proprio nemico e da produzioni letterarie che costituirono una vera e propria “letteratura dell’invasione” o della “prossima guerra”.

A 80 anni dalla liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo grazie alla lotta partigiana, la manifestazione compatta del 5 aprile rappresenta un dovuto atto di resistenza contro la dittatura del suprematismo euro-occidentale e i suoi grandi interessi, spacciati per i valori della democrazia. Come ricordato da Marco Travaglio, durante il suo intervento sul palco, le parole di Abraham Lincoln risuonano più attuali che mai: “potrete ingannare qualcuno per sempre, potrete ingannare tutti per un po’, ma non potrete mai ingannare tutti per sempre”.

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