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Il 29 aprile 1906 nasceva ad Acqualagna nelle Marche Enrico Mattei, politico, partigiano e piccolo imprenditore nel settore della chimica. Come partigiano bianco (cattolico) fu membro del CLNAi (Comitato di Liberazione dell’Alta Italia).
L’attivitá più importante di Mattei fu certamente quella a capo dell’ENI. Nel 1953 fondò appunto l’Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), di cui l’Agip, cui era stato designato come presidente, divenne la struttura portante. Sotto la sua guida, l’ENI diventò una multinazionale del petrolio, protagonista del miracolo economico postbellico.Fu parlamentare dal 1948 al 1953 per la Democrazia Cristiana. Successivamente, rese l’Eni un centro di influenza politica attraverso la proprietà di media quali il quotidiano Il Giorno e finanziamenti ai partiti. Si collocò sempre vicino alla sinistra democristiana, in particolar modo a Giorgio La Pira e Giovanni Gronchi.
Sotto la sua presidenza, l’ENI negoziò rilevanti concessioni petrolifere in Medio Oriente e un importante accordo commerciale con l’Unione Sovietica. Tutte operazioni che gli guadagnarono l’antipatia degli Stati Uniti d’America in primis e di altri paesi dell’Alleanza Atlantica.
Le tesi più accreditate, mai conclusesi con un giudizio penale di condanna, portarono ad un sabotaggio dell’aereo con esplosivo da parte dei servizi segreti americani o francesi.
Si pensa inoltre che anche il giornalista Mauro De Mauro sia stato ucciso da personale di servizi stranieri mentre stava per divulgare quanto aveva scoperto proprio sulla morte di Mattei. Inoltre, secondo alcuni, anche Pier Paolo Pasolini sarebbe stato assassinato perché aveva iniziato ad indagare sulla morte di Mattei (vedi la trama del romanzo, rimasto incompiuto, “Petrolio”).
