Un altro strano decesso nell’affare Epstein dopo quello dell’altro giorno del recruiter delle modelle, Daniel Siad. Lo scorso 23 settembre è stato trovato morto, probabilmente suicida, Simon Andriesz, 57 anni, whistleblower britannico. Eppure Simon Andriesz, come lui stesso scriveva, era questo: “Sono il whistleblower britannico che, nel 2020 e nel 2021, ha segnalato all’FBI elementi relativi ad Howard Lutnick e ai suoi rapporti con Jeffrey Epstein».
Andriesz ha lavorato per 35 anni nel settore finanziario, ricoprendo tra l’altro un ruolo dirigenziale a Wall Street presso BGC Partners, una sussidiaria della Cantor Fitzgerald di Howard Lutnick. Licenziato nel 2017, ha successivamente denunciato alle autorità di regolamentazione e all’FBI una serie di illeciti interni e, soprattutto, l’esistenza di comunicazioni e investimenti congiunti (legati alla società Adfin) tra Lutnick ed Epstein, smentendo le dichiarazioni pubbliche del politico.
Le sue rivelazioni, emerse pubblicamente nei cosiddetti “Epstein files”, hanno scosso l’opinione pubblica ad agosto 2026 e hanno spinto la Financial Conduct Authority (FCA) britannica ad aprire un’indagine interna sulla gestione delle sue segnalazioni.
