Manuel M Buccarella
Giorgia Meloni, in piena campagna elettorale (anche se dice che le elezioni si terranno regolarmente a settembre 2027) offre la mancetta dell’eliminazione del bollo auto, tassa di proprietà odiosa ed ingiusta, di naturale competenza delle Regioni, solo alcune delle quali hanno recentemente provveduto alla sua eliminazione. La misura sarà temporanea, dall’1 gennaio al 31 dicembre 2027, dunque nell’anno delle prossime elezioni parlamentari, e solo per le auto fino a 80 kw (massima una famiglia da max 80 kw), e per i motocicli, quelle per intenderci del ceto medio-basso. In verità il risparmio sarà piuttosto modesto, mediamente intorno ai 200 euro annui (poco meno di 20 euro al mese) .
Una vera e propria mancetta preelettorale, che sarà finanziata dai fondi Pnrr rimasti inutilizzati e destinati alle Regioni. Un’arma di distrazione (e distruzione) di massa in piena regola, visto il modesto vantaggio per i cittadini e contribuenti italiani e visto che è previsto un graduale taglio, per la probabile e definitiva eliminazione, del taglio delle accise sul gasolio. Il governo ha scelto infatti di non rinnovare la riduzione piena per evitare un impatto eccessivo sulle casse pubbliche, riducendo il bonus e spalmandolo fino al 5 ottobre 2026. Fino ad oggi, 17 settembre, lo sconto è di 17 centesimi al litro; dal 18 al 25 settembre 2026 lo sconto complessivo (IVA inclusa) si attesta a 12,2 centesimi al litro (in calo rispetto ai 17 centesimi applicati in precedenza). Dal 26 settembre al 5 ottobre 2026 l’agevolazione subirà un ulteriore decremento, dimezzandosi e scendendo a 6,1 centesimi al litro. Dal 6 ottobre non dovrebbe più esserci alcun bonus.
