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Breve nota sugli esiti delle elezioni in Serbia

Andrea Martocchia*

L’affermazione della “Lista Studentesca” in Serbia è presentata in Occidente come una propria vittoria, ma la situazione è più complessa e incerta e la vera partita, in effetti, deve essere ancora giocata. 

Da un lato, è vero che i rappresentanti politici serbi filo-occidentali hanno generalmente appoggiato la “Lista Studentesca” (ma non tutti: la peggiore lista atlantista “Serbia Europea” di Tepić e Ponoš ne è rimasta fuori) e cercano in tutti modi di strumentalizzarla, così come è vero che alcuni esponenti (ma quanto rappresentativi?) del movimento studentesco hanno prestato squallide corvée come quella di recarsi in bicicletta a Strasburgo nella primavera 2025.

Dall’altro lato va però ricordato che nelle manifestazioni dell’opposizione degli ultimi due anni le bandiere della U.E. sono state tenute alla larga, anche in modo brusco, e non si è sentito alcuno slogan filo-occidentale o anti-russo. Molte manifestazioni hanno riguardato anche l’opposizione al progetto edilizio dei Trump sull’edificio dell’ex Quartier Generale e l’opposizione alle concessioni agli anglo-australiani per l’estrazione del litio dalla Valle dello Jadar. I “plenum” studenteschi hanno preso formalmente le distanze, in varie occasioni, dai partitini politici filo-occidentali ed il programma elettorale che hanno formulato contiene alcuni punti significativi di politica estera ( https://studenti.org.rs/program/spoljni_poslovi/ ):

Fin qui sembrerebbe una fotocopia dal programma di Vučić e alleati… ma c’è un punto in più che lo distingue nettamente, in positivo:

D’altronde, tutte queste sono solo dichiarazioni di principio, alle quali dovranno seguire i fatti: e con il fiato sul collo della U.E. e della N.A.T.O. non è detto che i fatti seguiranno. L’unico aspetto veramente unificante e caratterizzante delle variegate forze e individui che hanno appoggiato la “Lista studentesca” è stata la demonizzazione di Vučić. Adesso c’è da aspettarsi crescenti contrasti interni alla nuova maggioranza, tant’è vero che qualcuno già allude a nuove elezioni anticipate…

*segretario di Jugocoord (Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia)

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