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Brindisi,“Lezione di combattimento” per le scolaresche: pronti per la guerra?

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Negli scorsi giorni la caserma “Carlotta” della Brigata Marina San Marco di Brindisi ha eseguito una “lezione di combattimento e percorso ad ostacoli” per 196 ragazzi e ragazze delle scuole di Brindisi e provincia La caserma è la stessa che addestra soldati ucraini alla guerra.

“Non c’è proprio nulla di entusiasmante ed esaltante nel condurre un’intera scolaresca all’interno di una caserma per una “lezione di combattimento”, commenta l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università. “Come società civile, che crede nella risoluzione pacifica degli inevitabili conflitti interpersonali, e come comunità educante, che crede nelle pratiche pedagogiche di educazione alla convivenza e dialogo, dovremmo essere quantomeno inorriditi, se non seriamente preoccupati, per i toni e per il contenuto del comunicato di Redazione apparso su BrindisiReport il 3 dicembre 2024.Con il titolo Lezione di combattimento e percorso ad ostacoli: Brigata San Marco ospita studenti brindisini, il giornale segnala l’ingresso di ben 196 ragazzi e ragazze di una scuola all’interno della caserma “Carlotto” della Brigata Marina San Marco di Brindisi. “Ciò che non si comprende leggendo l’articolo – continua l’Osservatorio – è il progetto pedagogico che la scuola ha pensato, e che evidentemente deve aver scritto all’interno del suo PTOF, la carta d’identità dell’istituto, in relazione alla progettazione di «lezioni di combattimento militare corpo a corpo» alle quali gli studenti e le studentesse hanno assistito in caserma da parte di militari.Ciò che non si capisce è come sia stato possibile che i/le docenti abbiano consentito che i loro alunni e le loro alunne fossero coinvolte/i in lezioni di combattimento corpo a corpo e come poi sia giustificabile la necessità dell’insegnamento della «disciplina» (ma quale?) e della «difesa personale» (ma perché?)”. Perché rivolgersi, per fare sentire i ragazzi”più forti ” e dotati di maggiore autostima, a militari dediti all’addestramento di soldati impegnati in un contesto di guerra come quello che si sta consumando in Ucraina? Strano che l’ articolo di BrindiReport definisca l’esperienza con toni trionfalistici, come a dire, in fondo, che i nostri ragazzi devono con gioia prepararsi alla guerra.

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