Manuel M Buccarella
Alla fine Elly Schlein ed il suo Partito Democratico (PD) sono sempre più “riformisti” (la corrente interna al partito). Il PD ha presentato oggi in parlamento una risoluzione con la quale, oltre a confermare il sostegno, anche militare, all’Ucraina, anche per addivenire ad una “pace giusta e duratura”, ha proposto l’utilizzo legalmente fondato dei beni russi congelati e una stretta cooperazione con i partner europei per fornire assistenza all’Ucraina, in linea con le posizioni europee sull’impiego dei profitti e degli asset immobilizzati.
L’Unione Europea detiene circa 210 miliardi di euro di asset sovrani russi immobilizzati (principalmente in Belgio tramite Euroclear), dopo l’avvio dell'”operazione militare speciale”. Sino ad ora la UE ha utilizzato i profitti straordinari (interessi) derivanti da questi assets per finanziare l’Ucraina (portando il totale dei fondi trasferiti a circa 8 miliardi di euro, tra cui una tranche da 1,4 miliardi incassata nell’agosto 2026), mentre restano aperte le discussioni a livello europeo su proposte più ampie per l’utilizzo diretto o la conversione del capitale principale. In verità è naufragata in un recente passato l’idea, portata avanti dalla von der Leyen e dai “falchi” dell’Unione e della Commissione Ue, in particolare i baltici, di mettere a garanzia di prestiti comunitari a Kiev proprio gli asset russi, da escutere in caso di mancato rimborso ucraino. Operazione ritenuta illegale sia da Belgio ed Euroclear ma anche dalla BCE, che vi ha ravvisato un pericoloso precedente in termini di affidabilità della stanza di compensazione Euroclear (uno Stato una volta in guerra verrebbe espropriato dei propri asset depositati?) e pericoli anche per la tenuta dell’euro. Ora c’è qualcuno che invita a studiare se si possano trasferire “legalmente” gli asset russi da Euroclear ad altro soggetto giuridico per poi confiscarli e destinarli all’Ucraina. Non esistono precedenti di questo tipo ed il caso allora sarebbe da applicare ad ogni Stato che muove guerre illegali o si macchia di crimini di guerra, come per esempio Usa ed Israele. Ma ciò ci sembra alquanto improbabile, conoscendo le “qualità” della nostra classe politica. E tentare di seguire questa strada, purché “legalmente fondata”, non potrebbe che avere anche conseguenze opposte (escalation militare ulteriore, attacco russo all’Unione Europea, che forse è quello che qualcuno vorrebbe).
Sempre nell’ambito del “campo largo” poi, il Movimento 5 Stelle ha presentato una risoluzione di segno opposto: fine degli aiuti militari a Kiev, avvio di negoziati seri per la pace,il no alla confisca definitiva degli asset russi e, a pace raggiunta, una rivalutazione dell’acquisto di gas da Mosca.
Intanto il Pd cala ancora nei sondaggi al 19,5% (-0,6%), mentre restano stabili M5S (14,5%) e Avs (6,3%).
Si farà, alla fine, questo “campo largo” (anche Avs è sulle posizione dei pentastellati), con tutte queste differenze?
