Centinaia tra avvocati e professori universitari hanno scritto una lettera pubblica dopo le parole vergognose di Maurizio Molinari, già direttore di Stampa e la Repubblica, ed ora editorialista per tale quotidiano, contro Francesca Albanese. Non serve aggiungere altro perché questa lettera dice tutto: “Al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, All’Ordine dei giornalisti del Lazio, Ai media,All’opinione pubblica:Abbiamo assistito, con crescenti sconcerto ed indignazione, a un’intervista rilasciata dall’ex direttore di Repubblica Maurizio Molinari, che attacca la Relatrice speciale sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, con argomentazioni di stampo nettamente diffamatorio, quali il preteso finanziamento da parte di Hamas, il presunto “antisemitismo”, accusa oramai mossa senza misura e vergogna a chiunque osi criticare il governo israeliano, e perfino l’insinuazione di gravi e ipotetiche divergenze, mai in realtà emerse, tra Francesca Albanese e il Segretario delle Nazioni Unite Guterres, peraltro a sua volta vittima di accuse e attacchi di questo genere.
Siamo con ogni evidenza di fronte a un tentativo, sia pure maldestro, di vera e propria “moral assassination” che si accompagna alle misure coercitive unilaterali recentemente decretate nei confronti di Francesca Albanese da parte del governo statunitense. La Relatrice Speciale viene attaccata per aver rivelato, in modo coraggioso e scientificamente inappuntabile, le molteplici responsabilità, sia di governi, a partire ovviamente da quello israeliano, che di imprese multinazionali, che sono dietro all’attuale massacro del popolo palestinese a Gaza, che va più propriamente definito “genocidio” ai sensi della Convenzione del 1948 delle Nazioni Unite in materia. Francesca Albanese ha diritto ad affermare la sua onorabilità di fronte a tali intollerabili attacchi e ha diritto a continuare e completare il suo lavoro, nell’interesse della comunità internazionale a contrastare le violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani che da molto tempo avvengono in Palestina.Per tali motivi dichiariamo la nostra piena disponibilità ad appoggiare Francesca Albanese in tutte le azioni di ordine politico, informativo e giudiziario che riterrà opportuno intraprendere, approfondendo in particolare i modi e le forme attraverso cui un alto funzionario delle Nazioni Unite possa tutelare giudizialmente in Italia la propria onorabilità e quella della sua istituzione contro questo attacco da parte di quanti nell’informazione operano nell’interesse di poteri economici e politici coinvolti negli scandali che il suo rapporto denuncia.
La divulgazione di affermazioni false e prive di ogni riscontro con il chiaro intento di diffamare una persona e far partire la macchina del fango al fine di negare la veridicità delle sue affermazioni, peraltro ormai universalmente evidenti è un atto grave e chiediamo espressamente all’Ordine dei giornalisti di intervenire.14 luglio 2025″.
Maurizio Molinari viene da una famiglia di origine ebraica (ma qui la religione probabilmente nulla c’entra con lo scarso livello politico e culturale del personaggio), è sposato dal 1994 (quando lavorava a L’Indipendente) con Micol Braha, ebrea italo-libica, avvocatessa. Durante i suoi cinque anni di direzione de la Repubblica si è distinto, tra l’altro, per aver mandato al macero centomila copie dell’inserto Affari &Finanza per un articolo di apertura non di suo gradimento (con conseguente protesta della redazione) e per aver impedito la pubblicazione di un’intervista a Ghali, nella quale l’artista protestava contro il genocidio del popolo palestinese. È stato inoltre un frequentatore del gruppo di Bildenberg.
P.S: Ricordatevi di firmare e continuare a diffondere anche questa lettera che ha superato le 88.000 firme 👇https://chng.it/tdcBRtNV74
