Quasi 52 miliardi di Pil perduti, una perdita di ricchezza equivalente a circa 2.400 euro per famiglia. 34 miliardi di consumi svaniti e 140mila attività commerciali scomparse. Queste le conseguenze di quattro anni di crisi internazionali, rincari energetici e inflazione. È quanto segnala Confesercenti nel suo Report 2026.
Tra gennaio e settembre l’elettricità all’ingrosso è rincarata del 57%, il gas ha più che raddoppiato il prezzo, mentre benzina e diesel sono aumentati rispettivamente del 28,6% e del 30%. Dal 2022 il caro-energia ha sottratto oltre 30 miliardi ai consumi.Nonostante gli oltre 24 milioni di occupati e una crescita del Pil stimata all’1%, il potere d’acquisto resta sotto pressione. L’inflazione – quella ufficiale, quella reale è sicuramente superiore – ha superato il 4% e la capacità di risparmio delle famiglie è precipitata dal 20% del reddito nel 1996 all’attuale 8%. Le spese obbligate assorbono ormai 15mila euro annui per un nucleo medio.
Anche il fisco presenta un conto crescente: la pressione tributaria è salita dal 40,6% al 43,5%. Confesercenti propone di restituire ai contribuenti parte dei 31,5 miliardi recuperati dall’evasione nel 2025 e di detassare i primi mille euro della tredicesima.
L’allarme più grave riguarda la desertificazione commerciale, infatti tra il 2019 e il 2025 hanno chiuso 111mila negozi e 24mila bar. Oltre mille comuni sono rimasti senza alimentari e nel 2026, per ogni nuova apertura, si sono registrate quasi tre chiusure. Una crisi che impoverisce anche la vita sociale dei territori.Sul fronte digitale, l’associazione denuncia lo squilibrio fiscale delle grandi piattaforme web, che a fronte di oltre 70 miliardi di fatturato avrebbero versato in Italia poco più di 500 milioni di imposte.Pesano inoltre l’inverno demografico, con quasi quattro milioni di abitanti in meno previsti entro il 2050, e il ricambio generazionale delle imprese familiari.
All’assemblea si Confesercenti è arrivato anche il messaggio della premier Giorgia Meloni, che ha riconosciuto il valore sociale delle attività di prossimità e indicato nella difesa del potere d’acquisto una priorità del governo.“Con la prossima legge di bilancio continueremo a tagliare le tasse”, ha assicurato Meloni, richiamando anche la necessità di contrastare i contratti pirata e sostenere l’occupazione giovanile e femminile. Ovviamente parole al vento, basti pensare al monito dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, che ha paventato, dal 2029, tagli alla spesa sociale o aumento delle tasse s causa del maggiore deficit che verrà determinato dalla flessibilità concessa dalla Ue per le maggiori spese destinate in particolare al riarmo (e solo limitatamente, all’energia).
