Site icon NonSoloMusicaMagazine

Dal sovranismo alla sottomissione.

Alessandro Volpi

Dal sovranismo alla sottomissione.Scena prima.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ringraziato le grandi società dell’energia per la “sensibilità” dimostrata e le ha esortata, con grande riguardo, a proseguire nella loro meritevole, e spontanea, azione di calmierare i prezzi dell’energia.

Alla stucchevole presidente forse andrebbe ricordata una breve considerazione.Nel 2025 i principali gruppi energetici del Paese hanno registrato performance finanziarie decisamente positive. Eni ha chiuso l’esercizio con un utile netto statutario di 2,61 miliardi di euro (4,98 miliardi su base rettificata), sostenuto anche dai risultati di Enilive, mentre Enel ha visto il suo utile netto ordinario salire a 3,93 miliardi di euro (+2,8%). Terna ha registrato un utile netto di 1,11 miliardi di euro (+4,7%) Italgas ha segnato un utile di 356,1 milioni di euro, e tra le multiutility locali si sono distinti i risultati di Hera (464,3 milioni, +3,9%), Iren (301 milioni) e A2A (686 milioni).

Le famiglie italiane registrano invece altri dati. Le stime di ARERA tracciano infatti una spesa annua per la famiglia tipo vulnerabile in aumento del +9,3%, salita a 665,38 euro rispetto ai 608,72 euro dell’anno precedente. A pesare è stata soprattutto la fluttuazione della componente elettrica, con adeguamenti trimestrali che hanno visto picchi congiunturali fino al +37,3% per i clienti tutelati, costringendo i consumatori nel mercato libero ad affidarsi ad offerte a prezzo fisso o alle promozioni dei fornitori per attenuare l’impatto dei listini variabili.Dunque profitti miliardari e bollette alle stelle: allora, gentile presidente, grazie di cosa?

Scena seconda

All’indomani della sentenza di primo grado emessa dalla Corte d’Assise di Roma — che ha condannato a dieci anni di carcere per sequestro di persona tre agenti dei servizi segreti egiziani — le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno tracciato la linea diplomatica del governo. Tajani ha scatenato accese polemiche dichiarando che «sono state condannate tre persone, non l’Egitto in quanto tale», definendo il verdetto un verdetto «limitato» perché riguarda il reato di sequestro e non permette ancora di individuare gli effettivi esecutori dell’omicidio.

Il vicepremier ha difeso la scelta di mantenere aperti i canali con Il Cairo sostenendo che l’attività diplomatica sia l’unico strumento praticabile per continuare a cercare la verità. Sulla stessa lunghezza d’onda, Giorgia Meloni ha confermato la vicinanza della propria presidenza alla famiglia di Giulio Regeni, ma ha respinto con fermezza l’idea di applicare ritorsioni o strappi internazionali, affermando che «chiudere i canali con l’Egitto rischia di allontanarci dall’obiettivo» di ottenere piena giustizia.

Scena finale Meloni e Tajani sono molto preoccupati di mantenere buoni rapporti con il governo egiziano perché Il Cairo ha un ruolo importante nei rapporti italiani con la Libia; una condizione molto importante per le grandi compagnie energetiche.

Allora la linea è chiara: Grazie alle grandi compagnie per i benevoli favori concessi dall’alto e grazie all’Egitto per quello che fa per le grandi compagnie.

Sipario: dal sovranismo alla sottomissione.

Exit mobile version