È quanto emerge dai milioni di Epstein files e dall’incredibile articolo pubblicato oggi su l’AntiDiplomatico da Fabrizio Verde.
“Nel febbraio del 2016, un periodo in cui i riflettori del mondo iniziavano a illuminare le zone d’ombra di Jeffrey Epstein, quando il finanziere scriveva una email a Peter Thiel. Non chiedeva consigli sulla Silicon Valley, né offriva affari leciti. Voleva sapere se il suo essere finito sulle prime pagine di tutti i giornali per lo scandalo sessuale con una minorenne e il principe Andrea potesse spaventare l’uomo più potente della tecnologia statunitense. “La mia cattiva reputazione ti fa riflettere?”, chiese Epstein.La risposta di Thiel, oggi uno dei più spietati oligarchi tecnologici alleati di Donald Trump, fu una pietra tombale gettata sopra ogni parvenza di morale. “Se mi facessi intimidire dalla cattiva stampa, non sarei arrivato da nessuna parte nella vita”, scrisse. Per poi aggiungere: “Spero che tu stia resistendo e che questo ciclo non vada oltre” .Non è andato oltre. Quello che è emerso dai milioni di pagine dei cosiddetti “Epstein Files” rilasciati dal Dipartimento di Giustizia è la fotografia nitida di un capitalismo criminale che non conosce confini, imbarazzo o ritegno. È la storia di come un mostro sia diventato il collante tra un miliardario della tecnologia e l’apparato di sicurezza di uno Stato straniero, un intreccio che oggi si traduce in bombe sganciate su bambini, grazie all’intelligenza artificiale fornita da Palantir, l’azienda di Thiel”.
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https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-dalle_cene_di_manhattan_alle_bombe_su_gaza_il_filo_nero_che_lega_epstein_thiel_e_i_rothschild/45289_66087/
