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Ed in Francia i pescatori bloccano i porti per protestare contro il caro carburante

La Francia, come noto, non è, né è mai stata, una nazione passiva. D’altronde ha sperimentato anche due importanti rivoluzioni. La Francia sta affrontando infatti una nuova ondata di proteste e blocchi per il caro carburanti, guidata principalmente dai pescatori del Mediterraneo.

La mobilitazione, ribattezzata “marée noire”, è esplosa a metà settembre a causa dell’impennata dei prezzi del gasolio, arrivato a costare fino a 2,36 euro al litro. I manifestanti denunciano anche il peso delle nuove normative europee per il settore.

Per contenere la rabbia sociale, mercoledì 16 settembre il premier Sébastien Lecornu ha chiesto di prorogare gli aiuti mirati sui carburanti fino al 31 dicembre. Per i pescatori l’aiuto verrà incrementato da 25 a 35 centesimi al litro.

Questa la Francia. L’Italia invece, salvo qualche lodevole eccezione, è un paese piuttosto passivo e remissivo. Gli interventi governativi sul costo del carburante, in particolare del gasolio, sono stati sostanzialmente modesti e destinati, almeno per ora, non solo a scendere dai 17 ai 6,2 centesimi in termini di taglio alle accise, ma addirittura a cessare dal 6 ottobre…

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