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Ex Ilva di Taranto: dieci persone indagate per truffa ai danni dello Stato per presunta attestazione di falsi dati relativi alle emissioni di CO₂. C’è anche Lucia Morselli, ex amministratore delegato Acciaierie d’Italia

Ex Ilva di Taranto: dieci persone sono indagate per truffa ai danni dello Stato con l’ipotesi che la società abbia attestato falsi dati relativi alle emissioni di CO₂. In particolare, si parla di falsi quantitativi di: consumi di materie prime fossili, gas, ecc. , produzione di prodotti finiti e semilavorati, e relative giacenze.

Si sostiene che tramite queste alterazioni siano stati modificati i parametri di riferimento nel sistema EU ETS (Emission Trading System), cioè il “fattore di emissione” e il “livello di attività”.

L’effetto sarebbe che sono state restituite meno quote CO₂ allo Stato di quelle che realmente spettavano (dato che le emissioni risultavano “più basse” rispetto alla realtà) e, allo stesso tempo, è stata ottenuta una assegnazione gratuita di quote CO₂ per il 2023 maggiore di quella dovuta.

Gli indagati sono Lucia Morselli, ex amministratore delegato Acciaierie d’Italia, il suo segretario Carlo Kruger; Vincenzo Dimastromatteo e Alessandro Labile, direttori dello stabilimento; i procuratori speciali di AdI Francesco Alterio, Adolfo Buffo e Paolo Fietta, e ancora Antonio Mura, direttore delle finanze; Felice Sassi, dipendente AdI, e Sabina Zani, consulente di PricewaterhouseCoopers.

Le irregolarità contestate risalirebbero al periodo 2022 – 2023, prima che Acciaierie d’Italia entrasse sotto amministrazione straordinaria.

Sono state avviate perquisizioni da parte della Guardia di Finanza in varie province (Taranto, Bari, Milano, Monza-Brianza, Modena) per acquisire documentazione amministrativa, contabile, dati utili a ricostruire i consumi reali, le produzioni e le giacenze. È stata chiesta una proroga delle indagini.

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