Alfredo Facchini
Due notti, due droni. Secondo attacco in ventiquattro ore contro la Global Sumud Flotilla.
Questa volta a essere presa di mira è stata la “Alma”, battente bandiera britannica, ancorata in acque tunisine. Un drone ha sganciato un ordigno incendiario che ha fatto divampare le fiamme sul ponte superiore. Stesso copione, stessa mano. L’obiettivo è chiaro: intimidire, fermare, spegnere una flottilla che punta a squarciare l’assedio di Gaza.
Le fiamme sono state domate, nessun ferito tra l’equipaggio. Ma la minaccia resta. Francesca Albanese, relatrice ONU per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati, ha confermato: le prove video mostrano un drone che scarica un dispositivo incendiario. Gli esperti parlano di granata incendiaria immersa nel carburante, capace di accendersi prima ancora di toccare il bersaglio.
La rotta per Gaza resta confermata.Ieri, in molte città italiane, si sono svolte mobilitazioni a sostegno della missione. A Roma, nel quartiere San Lorenzo, la polizia ha caricato il corteo. Alla Sapienza, gli studenti hanno montato tende per un presidio permanente nel cuore della Città Universitaria, sotto la statua della Minerva.
