Marianna Lentini (da Kritika)
Un bell’articolo a cura di Marianna Lentini sui rapporti tra il finanziere Epstein, agente del Mossad, e lo Stato di Israele.
Dalla lettura degli Epstein Files emerge una fitta rete di accordi e trattative in favore di Israele gestite negli anni dal finanziere.
“Non solo sordidi dettagli riguardanti abusi sessuali e altri crimini atroci commessi su ragazze in gran parte minorenni torturate, stuprate, sfruttando la loro vulnerabilità e povertà. Dagli Epstein Files, i tre milioni di documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia statunitense e riguardanti le vicende legate a Jeffrey Epstein, personaggio al centro di una fitta trama di connessioni personali e d’affari con alcune delle figure più rappresentative della politica e dell’economia a livello globale – tra gli altri, come è noto, Donald Trump, Andrea d’Inghilterra, Bill Clinton, Tony Blair, la principessa di Norvegia Mette-Marit, i potenti tecno-capitalisti Elon Musk, Bill Gates, Larry Page, Jeff Bezos e Peter Thiel –, emerge un elemento che sembra essere sistematicamente ignorato dai media nostrani: i legami tra il noto finanziere, morto suicida in carcere, e lo Stato d’Israele” (…)
“secondo alcune fonti, Epstein sarebbe stato una risorsa dell’intelligence israeliana. In particolare, la relazione di Trump con Epstein sarebbe stata sfruttata da Israele per accrescere il proprio peso diplomatico e influenzare la politica statunitense. Tanto da far scrivere a Marcetic che, sulla base di questo, parrebbe spiegarsi «l’imbarazzante servilismo che Trump ha dimostrato nei confronti di Netanyahu e Israele nell’ultimo anno». Ma i vincoli tra l’uomo e Israele testimoniati dai cosiddetti Epstein files non si limitano a questi retroscena. Si sono anzi manifestati su più fronti e hanno contribuito a rafforzare lo Stato ebraico sul piano diplomatico ed economico a discapito delle rivendicazioni palestinesi”.
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Gli Epstein Files e i legami tra il finanziere pedofilo e Israele
