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Gli ucraini colpiscono di nuovo il terminal petrolifero di San Pietroburgo, ma fanno cinque morti con un drone in un mercato nella Zaporizhia. I russi dichiarano la “liberazione” della roccaforte di Kostyantynivka, Donetsk.

Sarebbero 30 i morti a Kiev dopo gli attacchi russi del 2 luglio condotti con droni e missili, dichiarano le autorità locali.

Colpiti: lo stabilimento “Radioniks” a Kiev, che produce sistemi di controllo per i missili “Flamingo” e Fire Point; lo stabilimento “Atlon Avia”, che produce droni per le forze armate ucraine; la base produttiva principale di GP “Antonov”; lo stabilimento di dettagli e aggregati per missili;il centro di trasporto e logistica “Chaika”, dove erano immagazzinati droni e munizioni; il deposito di carburante “Grand Terminal”; che forniva il diesel; le stazioni di distribuzione del gas a Kiev e nella regione di Kiev (fonti ucraine).

La risposta ucraina è stata con UAV, che hanno colpito a più riprese il terminal petrolifero di San Pietroburgo. L’ultima volta era stato colpito circa un mese fa, in occasione dell’apertura del Forum Economico Internazionale durante un attacco alla città.

La rotta dei droni ucraini per arrivare al terminal implica il passaggio sui cieli dei Paesi Baltici, che nelle scorse settimane hanno esplicitamente aperto all’utilizzo del loro spazio aereo come “prezzo da pagare” per lanciare attacchi all’infrastruttura energetica russa.Ma la risposta ucraina non è stata solo con le “sanzioni a lungo raggio”, come ama definirle Zelensky, cioè su obiettivi strategici e petroliferi. Un drone ucraino ha colpito il mercato di Tokmak, nella regione di Zaporizhia occupata dai russi. Si contano 5 morti e almeno 18 feriti, dichiarano le autorità locali.

Nel frattempo Peskov, il portavoce di Putin, ha annunciato la piena “liberazione” di Kostyantynivka, roccaforte ucraina che lascerebbe spazio alla totale occupazione del Donetsk, già comunque rivendicato come proprio dai russi.

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