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HAMAS SI FA DA PARTE E ADESSO QUAL È LA SCUSA?

Alfredo Facchini

Hamas, si proprio Hamas, ha dichiarato di essere disponibile a lasciare il governo della Striscia di Gaza e a trasferire la gestione del territorio a un esecutivo tecnocratico, composto da figure di competenza nazionale.

Ricordiamolo: Hamas prende il controllo di Gaza nel giugno 2007, dopo gli scontri armati con Fatah culminati tra il 10 e il 15 giugno. Le elezioni palestinesi del 2006 sono il passaggio politico precedente, ma la presa effettiva della Striscia avviene nel 2007.Intendiamoci subito. Quello di Hamas non è un gesto di resa. È una mossa politica. Per quasi due anni lo Stato terrorista di Israele ha sostenuto che la guerra (il Genocidio) sarebbe continuata fino allo smantellamento del potere di Hamas. Ora Hamas dice: se il problema è il governo della Striscia, siamo pronti a fare un passo indietro.

A questo punto la domanda diventa inevitabile: se l’ostacolo dichiarato viene rimosso, cosa impedirà un vero cessate il fuoco? Nel frattempo sono stati assassinati oltre mille palestinesi.In teoria la mossa sposta il peso della decisione su Israele e sui suoi alleati. Se il Genocidio dovesse continuare, sarà più difficile sostenere che dipende soltanto dalla permanenza di Hamas al governo.

C’è poi un dato che spesso viene ignorato.La macchina amministrativa di Gaza, quella che esisteva prima del 7 ottobre, è stata in larga parte distrutta dai bombardamenti. Ministeri, uffici, servizi pubblici, apparati di sicurezza: gran parte delle strutture statali non funziona più come prima.In molte aree la sopravvivenza quotidiana è affidata a reti locali, comitati popolari, strutture di emergenza, volontari e a ciò che riesce ad arrivare degli aiuti umanitari. Più che un governo nel senso tradizionale del termine, oggi esiste una gestione permanente della catastrofe.

Il vero obiettivo della proposta è: arrivare al “giorno dopo”. La ricostruzione di Gaza richiederà un’autorità riconosciuta sul piano regionale e internazionale. Un governo tecnocratico viene considerato, da molti attori coinvolti nei negoziati, una delle formule più accettabili per gestire questa fase.Hamas, in questo schema, rinuncerebbe al governo diretto senza rinunciare al proprio ruolo politico e al consenso di cui continua a godere in una parte della società palestinese.È una scelta tattica. Ma è soprattutto una sfida politica. Perché se il principale argomento usato per giustificare la persecuzione dei palestinesi di Gaza viene meno, quali saranno le ragioni addotte per continuarla?

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