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Hashim Thaçi, leader kosovaro e già presidente del Kosovo, condannato a 25 anni dall’Aja per gravi crimini di guerra

Questa foto è stata scattata il 24 giugno 1999 a Pristina, poco dopo la fine dei bombardamenti alla Jugoslavia da parte delle forze della NATO.

Da sinistra a destra, nella foto: Hashim Thaçi, l’inviato speciale dell’ONU Bernard Kouchner, il generale britannico Sir Mike Jackson, il comandante dell’ “Esercito di Liberazione del Kosovo” Agim Çeku e il comandante supremo delle forze armate congiunte della NATO in Europa, Wesley Clark.Questa fotografia di gruppo cattura un momento storico profondamente ironico: figure militari e politiche occidentali, che avevano appena concluso una campagna di bombardamenti di 78 giorni, hanno elevato al rango di “liberatore” un uomo,Hashim Thaçi, che, in seguito, nel 2026, è stato riconosciuto dal Tribunale ad hoc dell’Aia come un criminale di guerra.E non c’è dubbio che questi signori fossero perfettamente consapevoli dei suoi crimini già nel 1999. E, molto probabilmente, lo hanno persino incoraggiato a commetterli.

Balkanist

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Hashim Thaçi (Broja, 1968) è stato tra i leader dell’UÇK e del PDK (Partito Democratico del Kosovo). Ha guidato il governo kosovaro che ha proclamato l’indipendenza dalla Serbia nel 2008. Tra il 2008 e il 2020 è stato primo ministro, ministro degli Esteri e presidente del Kosovo. Presidente dal 2016, è stato incriminato nel 2020 dalla Procura Speciale dell’Aia per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Si è dimesso quell’anno per difendersi.Sentenza del 16 settembre 2026. Le Camere Specializzate lo hanno giudicato colpevole di crimini di guerra (omicidio, tortura, trattamenti crudeli, detenzione arbitraria) e lo hanno assolto dai crimini contro l’umanità. La pena è di 25 anni. Thaçi nega ogni addebito, la sentenza è di primo grado e appellabile. La corte ha precisato che il giudizio riguarda la responsabilità penale individuale e non la lotta dell’UÇK per l’indipendenza. In Kosovo l’UÇK è largamente percepita come esercito di liberazione, pur essendo accusata di gravi delitti, incluso il traffico internazionale di organi umani. Thaçi, Veseli, Krasniqi e Selimi sono stati giudicati colpevoli di crimini di guerra (omicidio, tortura, trattamenti crudeli, detenzione arbitraria) e assolti dalle accuse di crimini contro l’umanità. Thaçi e Krasniqi sono stati condannati a 25 anni, Veseli a 18, Selimi a 13. La corte ha ritenuto i quattro responsabili della detenzione arbitraria di 385 persone, della tortura di 303, dei trattamenti crudeli su 49 e dell’uccisione di 96. Thaçi ha respinto tutte le accuse. I suoi legali sostenevano che l’UÇK non avesse una struttura di comando rigida e che i vertici non potessero rispondere dei crimini dei singoli combattenti.

P.s. su forte impulso di Slobodan Milošević, presidente della Repubblica socialista di Serbia, il 23 marzo 1989 fu revocata l’autonomia costituzionale del Kosovo. Il Kosovo fu riconosciuto dalla Costituzione socialista jugoslava del 1974 come provincia autonoma della Serbia con grandi poteri ed autonomia, compreso il potere di veto. Milošević è stato accusato dal Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia (TPI) di crimini contro l’umanità e genocidio per le guerre in Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo, ma mai condannato a causa della morte sopraggiunta nel 2006.

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