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Lo splendore del vero: il cinema morale di Roberto Rossellini

Il 3 giugno 1977 muore a Roma a 71 anni Roberto Rossellini, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico di livello internazionale.

Considerato uno dei padri del neorealismo, Roberto Rossellini è stato uno dei più grandi registi della storia del cinema italiano, che ha contribuito a rendere noto al mondo con pellicole quali Roma città aperta (1945), Paisà (1946), Germania anno zero (1948) e Il generale Della Rovere (1959).Durante la sua carriera vinse alcuni dei più importanti premi cinematografici tra cui la Palma d’oro al Festival di Cannes, il Leone d’oro al Festival di Venezia e cinque Nastri d’argento; a questi si aggiunge anche una candidatura ai Premi Oscar.

Registi come François Truffaut e Martin Scorsese hanno più volte affermato di essere stati influenzati dal cinema di Rossellini e di vedere in lui un maestro, mentre il grande regista Otto Preminger (Anatomia di un omicidio, Exodus) ebbe a dire «la storia del cinema si divide in due ere: una prima e una dopo Roma città aperta». “Roma città aperta”, forse la pellicola più famosa del Maestro, ha un cast d’eccezione, composto da Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Federico Fellini, Giovanna Galletti.

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