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IL GIORNO DELLA MEMORIA… CORTA

Luciano Graziuso

IL GIORNO DELLA MEMORIA… CORTA

Lo scorso 27 gennaio si è celebrata la ricorrenza del Giorno della Memoria, istituito per commemorare le vittime dell’Olocausto; quest’anno è stato oltretutto ancora più importante e doveroso farlo, in quanto ricorreva l’ottantesimo anniversario dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, luogo simbolo dello sterminio attuato dai nazifascisti ai danni di tantissimi ebrei.

I numeri di questo immane genocidio sono purtroppo impressionanti: si stima che la Germania nazista ed i suoi alleati abbiano ucciso più di sei milioni di persone, soprattutto israeliti, ma anche testimoni di Geova, omosessuali, rom, comunisti e dissidenti politici, disabili e altre categorie invise attraverso fucilazioni di massa ma purtroppo pure con metodi molto più brutali, quali la privazione dei mezzi di sostentamento e la condanna a morte nelle camere a gas; senza contare i danni esistenziali causati anche ai sopravvissuti, costretti a convivere per sempre con il ricordo delle torture subite nei lager e con la perdita di persone a loro care. Anche l’Italia, giustamente e doverosamente, ha contribuito a celebrare questa data in vari modi, come ad esempio la messa in onda di film e documentari riguardanti l’enorme tragedia e soprattutto facendo ascoltare e leggere, tramite molti giornali, numerose testimonianze di chi aveva vissuto in prima persona questa pagina nerissima della storia dell’umanità. E’ più che giusto, ribadiamo, ricordare questo raccapricciante genocidio ma, secondo noi, oltre ad “allenare” la memoria a lungo termine, sarebbe corretto e doveroso fare altrettanto con la memoria a breve termine. Ci spieghiamo meglio: oltre all’Olocausto ai danni degli ebrei di cui si è ampiamente discusso, da ormai più di un anno è purtroppo in atto un altro atroce genocidio ai danni dei palestinesi, che incredibilmente passa però sotto silenzio in quasi tutti i Paesi del “blocco occidentale”; cosa, se possibile, ancora più grave è il fatto che questo sterminio di massa lo stia compiendo proprio chi, durante la Seconda guerra mondiale, lo aveva subito, e cioè il popolo israeliano. Anche in questo caso si ha a che fare con dati impietosi e raccapriccianti: in poco più di 15 mesi, infatti, sono stati ufficialmente uccisi più di 50.000 palestinesi, molti dei quali donne e bambini, anche se stime provenienti da autorevoli fonti come la rivista Lancet e associazioni di medici a livello mondiale asseriscono che bisogna parlare di oltre centomila vittime. A queste vanno aggiunte le persone ancora disperse sotto le macerie a causa degli incessanti bombardamenti effettuati dallo stato ebraico e queste ultime purtroppo, salvo improbabili miracoli, vanno considerate decedute. Davanti a questi numeri impietosi è quindi giusto farsi una domanda: “A cosa serve ricordare il genocidio di ieri se non si è capaci di fermare (e, in alcuni casi, nemmeno riconoscere) il genocidio di oggi?”.

Per quanto riguarda il nostro Paese, è molto triste constatare come si schieri sempre dalla parte sbagliata della Storia: durante l’Olocausto ai danni dagli ebrei, il tristemente noto governo Mussolini si alleò con la Germania nazista e addirittura approvò nel 1938 le famigerate Leggi razziali, che ufficializzavano anche in Italia la persecuzione degli ebrei. Oggi, siamo ancora implicati e coinvolti, purtroppo sempre a causa di un governo che nella persona della sua premier nemmeno ha mai speso una parola riguardo alla tragedia in corso a Gaza e in Cisgiordania e oltre a ciò supporta a livello internazionale fattivamente Israele e la sua “guerra” contro il “terrorismo” in Palestina, fornendo armi, alleanza politica e votando sempre contro ogni risoluzione Onu a favore dei Palestinesi (ad esempio il 19/09/24 Meloni e Tajani si sono rifiutati di appoggiare l’obbligo per lo stato ebraico di porre fine all’occupazione della Cisgiordania). Oltre a ciò, nel nostro Paese è in corso una deriva securitaria pericolosissima, che ha come obiettivo il silenziamento di ogni forma di opposizione, anche se non soprattutto nei confronti di chi non approva le scelte di politica interna ed estera dell’Italia meloniana e in particolare di chi condanna il genocidio di Gaza e non si gira dall’altra parte.

I genocidi nel corso della lunghissima Storia umana sono stati moltissimi, come per esempio quello dei pellirosse, ma si tende a ricordare solo quelli che fanno più comodo, sia perché noi “europei” o occidentali non ci facciamo una bella figura, sia perché alla base di tutto, oltre alle ovvie e incontestabili ragioni e convenienze politiche, non si può negare ci sia una sottile, ma neanche tanto, base di razzismo.

genocidio armeno

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