Colloquio tra il presidente russo e Leone XIV, degente al Gemelli. Dal Pontefice l’appello ad una tregua a Oleshky per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Ribadito “l’impegno della Santa Sede per il dialogo e la pace”. È la seconda telefonata tra i due dopo quella del 4 giugno 2025. Il cardinale Parolin: spero che il presidente Putin accetti di mettere in atto quello che il Papa gli ha chiesto.
Degente al Policlinico Gemelli, Leone XIV oggi pomeriggio, 16 ottobre, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Lo rende noto la Sala Stampa della Santa Sede, spiegando che il Papa – ricoverato nell’ospedale romano dopo l’operazione per l’asportazione di un adenocarcinoma polmonare – ha espresso a Putin la preoccupazione per la crisi umanitaria che si sta consumando a Oleshky, località lungo la linea di combattimento nella regione di Kherson, sulla riva del fiume Dnepr, occupata dai russi, dove gli abitanti sono allo stremo.
“Nel corso della conversazione – si legge nel comunicato della Sala Stampa della Santa Sede – il Santo Padre ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile”. Leone XIV, informa ancora la nota, “ha infine ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace”.
“È stato il Santo Padre che ha preso l’iniziativa per perorare la causa di questa città assediata, nella quale si trovano circa 2 mila civili che hanno bisogno di avere dei canali di uscita, dei canali umanitari di uscita”, ha spiegato, a margine di un convegno alla Cattolica, il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin. “Il Papa ha chiesto che ci sia, appunto, una tregua per permettere sia l’arrivo di aiuti umanitari, soprattutto cibo, sia anche l’evacuazione di coloro che vogliono uscire dalla città”.
Non è la prima telefonata tra Papa Leone e Putin, bensì la seconda dopo quella del 4 giugno 2025, neppure un mese dopo la sua. elezione al soglio pontificio. Da subito il Pontefice statunitense si è fatto latore di pace nel conflitto tra Russia e Ucraina, invitando i due presidenti Putin e Zelensky a dialogare e a farlo usando come spazio negoziale la stessa Città del Vaticano.
Nella telefonata dell’anno scorso il Papa aveva fatto appello affinché la Russia compisse un gesto a favore della pace, sottolineando “l’importanza del dialogo” per cercare “contatti positivi” e “soluzioni al conflitto”. Si era parlato, inoltre, “della situazione umanitaria, della necessità di favorire gli aiuti dove necessario, degli sforzi continui per lo scambio dei prigionieri”. Missione, quest’ultima, al centro dell’azione umanitaria della Santa Sede nel contesto del conflitto in Ucraina, rilanciata dalle recenti visite del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI, per due volte a Mosca (la seconda, a fine settembre scorso) e monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, per tre giorni ad agosto nella capitale russa.
fonte: Vatican News

