Lorenzo Tosa
Fate un esperimento. Fatevi male.Andate a vedere i prezzi del carburante al litro in Spagna, oggi.Non è difficile, basta consultare siti ufficiali come Geoportal Gasolineras, gestito dal Ministero della Transizione ecologica che li aggiorna in tempo reale, o anche solo banalmente aprendo Google Maps.
Scoprirete che in questo momento il prezzo medio del gasolio è intorno ad 1,65 euro, conto i 2,20 in Italia (che resterà sopra i 2 euro anche con quell’elemosina di Stato dei 17 centesimi di taglio accise varato ieri dal governo Meloni).E no, non è né un caso né una coincidenza ma il frutto e l’effetto di precise azioni politiche, fiscali ed energetiche del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. Che in questi mesi – anni – ha fatto tutto il contrario di quello che continua a fare il governo Meloni in Italia.
Primo.A marzo, dopo lo scoppio della folle guerra di Trump e Netanyahy all’Iran, senza tanti proclami né video alla lavagna o dal benzinaio, Sánchez ha abbassato temporaneamente l’Iva sulla benzina dal 21 al 10%, con una “misura temporanea e non strutturale”.E ancora. Le imposte sul diesel in Spagna sono complessivamente circa il 38%, contro l’oltre 51% in Italia (dati della Commissione europea). E in tutto questo la Spagna di Sánchez ha sistematicamente investito sulle rinnovabili e oggi circa il 57% della produzione elettrica spagnola proviene da fonti rinnovabili, contro circa il 41% in Italia. Significa ridurre la dipendenza dal gas straniero, molta meno esposizione alle cicliche crisi energetiche internazionali, costo dell’elettricità più basso che sgrava già i costi di raffinazione, distribuzione e logistica, ma soprattutto consente al governo di abbassare Iva e accise senza rischiare un tracollo sui conti pubblici.
E, mentre Sánchez si occupava a casa propria dell’energia, all’estero ha combattuto e contrastato in ogni modo e con azioni concrete – non solo a parole – l’uomo più potente del mondo, ex amico intimo di Giorgia Meloni, nonché il responsabile numero uno dell’aumento spaventoso dei costi del carburante attraverso la sciagurata guerra in Iran.Questo significa governare, avere una caratura politica internazionale e una visione energetica di lungo periodo.Mentre Sánchez previene l’emergenza, Meloni la insegue con tagli ridicoli ed estemporanei ed elemosina di Stato.Mentre Sánchez costruisce l’indipendenza energetica, Meloni insegue i mercati.
La differenza esatta tra uno statista e una populista. Tra un leader e una domatrice di consenso.E no, non abbiamo nessuna intenzione di “trasferirci in Spagna…”, come ragliano i meloniani medi ogni volta che glielo fai notare. Da cittadini italiani vogliamo, anzi pretendiamo, che chi governa il nostro Paese sia all’altezza della situazione e dei tempi, dopo anni passati a urlare a tutti i governi come si fa dai banchi dell’opposizione o in improbabili video-propaganda alla pompa di benzina.E, se proprio non è in grado, almeno copi quelli che lo sanno fare.
Qui sotto, a sinistra, ce n’è giusto uno bravino.
