Ebbene sì, sembra difficile a credere, ma le sanzioni, le tante, comminate dall’Unione Europea ai russi che mangiano i bambini colpiscono come un boomerang gli europei stessi e, purtroppo, anche madre Natura.
È capitato in questi giorni a Spagna e Francia, avvolte dalle fiamme. Si dice che la Francia non ha un numero sufficiente di Canadair, ma la verità non è proprio e solo questa. La verità ce la spiega l’AntiDiplomatico di ieri. La notizia non ha fatto il giro del mondo, probabilmente bloccata dal solito mainstream.
Ecco l’articolo
“Le sanzioni contro la Russia tornano a produrre un effetto contrario alle intenzioni dei loro promotori. Questa volta il caso arriva dalla Spagna, alle prese con una delle peggiori stagioni di incendi forestali della sua storia recente. Le fiamme hanno già devastato oltre 77.000 ettari di territorio e costretto più di 91.000 persone a evacuare le proprie abitazioni o a rimanere confinate nelle zone colpite, tra cui Madrid, Ávila, Toledo e Castellón. Eppure, mentre l’emergenza cresce, Madrid non può utilizzare otto elicotteri russi Kamov Ka-32 11BC, mezzi progettati proprio per la lotta agli incendi e considerati per anni fondamentali nelle operazioni di spegnimento.
Gli apparecchi, capaci di scaricare oltre 5.000 litri d’acqua in pochi secondi grazie alla loro grande precisione operativa, sono rimasti fermi a causa delle restrizioni introdotte nel 2022 contro Mosca. Il divieto di importare pezzi di ricambio e l’impossibilità per i tecnici russi di effettuare la manutenzione hanno impedito la necessaria certificazione annuale, rendendo inutilizzabile la flotta. Il governo spagnolo era consapevole del problema da tempo, ma non sono state avviate iniziative per ottenere un’eccezione tecnica che consentisse di riattivare gli elicotteri.
Il caso viene ora indicato come un esempio del cosiddetto “effetto boomerang” delle sanzioni: misure pensate per colpire la Russia che finiscono per creare difficoltà anche ai Paesi che le applicano. Secondo diversi osservatori critici, la vicenda dimostra in maniera lampante come le decisioni geopolitiche europee possano entrare in conflitto con esigenze pratiche e di sicurezza interna, anche in settori come la protezione civile.
Il risultato è un paradosso: in piena emergenza incendi, un Paese europeo dispone di mezzi specifici per combattere il fuoco, ma non può utilizzarli per effetto delle stesse politiche sanzionatorie (masochiste) adottate dall’Unione Europea.

