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Iran, Donald Trump con le spalle al muro

Alessandro Volpi

Le difficoltà di Donald Trump a porre fine alla guerra in Iran hanno una causa principale. Gli Stati Uniti hanno attaccato per tentare di risolvere una crisi economica e sociale devastante, dal debito pubblico ormai praticamente insostenibile, al debito privato pesantissimo con questi tassi di interesse, alla perdita del primato produttivo, all’inefficacia dei dazi, alla perdita di credibilità del dollaro, alla difficoltà di gestire la iperbolica bolla finanziaria.

Il controllo di Hormuz sarebbe stato la chiave di volta di questa guerra imperiale di una potenza in rapido declino; ma, proprio perché in declino, gli Stati Uniti non possono accettare una soluzione che non risolva, almeno in parte, i suoi enormi problemi e questo li rende pericolosissimi. Anche perché, paradossalmente, i repubblicani e i democratici al Congresso stanno già rinfacciando a Trump un’eventuale eccessiva debolezza nei confronti dell’Iran. E dunque, l’ex Tycoon, dal carattere assai bizzoso, potrebbe reagire nel peggiore dei modi alzando il livello della guerra in un tragico “muoia Sansone con tutti i filistei”, convinto che Cina e Russia, per motivi diversi, non interverrebbero nello scontro; uno sbaglio di valutazione davvero enorme.

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