“Ieri, il presidente degli Stati Uniti ci ha definiti terroristi, mentre loro hanno ucciso il nostro leader, hanno ucciso degli studenti a Minab e hanno bombardato una palestra a Lamerd con bombe a grappolo. Le armi atomiche e nucleari sono nelle mani del regime israeliano, ma gli ispettori sono invitati a recarsi in Iran.Israele ha brutalmente ucciso oltre 70.000 civili a Gaza, ma l’Iran, pur seduto al tavolo delle trattative, è stato bombardato.Israele possiede le bombe, le armi di distruzione di massa, non è firmatario del Trattato di non proliferazione, e durante la sua storia vergognosa non ha permesso nemmeno una singola ispezione, ma viene premiato con tutti i mezzi necessari per poter bombardare qualsiasi capitale della regione a suo piacimento”.Un gigantesco Masoud Pezeshkian, Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran all’Assemblea dell’Onu, poco fa.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha comunicato all’inviato speciale statunitense Steve Witkoff le condizioni poste da Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
L’incontro si è svolto martedì (ora locale) a margine dell’81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA), su esplicita richiesta della diplomazia americana. Nel corso del colloquio, Araqchi ha ribadito la ferma posizione dell’Iran sul conflitto e sui presupposti necessari per far procedere il dialogo.Tra le richieste vincolanti avanzate da Teheran figurano la revoca immediata del blocco marittimo, lo sblocco di tutti gli asset iraniani congelati e il definitivo cessate il fuoco su tutti i fronti.Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato che una delegazione americana ha avuto un vertice di tre ore con i rappresentanti iraniani. “È stato un incontro produttivo. Erano presenti anche Kushner e Whitaker”, ha dichiarato il tycoon ai microfoni dell’emittente qatariota Al Jazeera.Trump ha aggiunto che sul tavolo ci sono diverse proposte, attualmente al vaglio delle parti, che potrebbero portare — almeno in via provvisoria — a una de-escalation e alla revoca dell’embargo. Il presidente USA ha inoltre anticipato che “un nuovo summit con l’Iran è previsto a breve”.
L’Iran continua così a rafforzare il proprio controllo sul Golfo Persico e sullo Stretto di Hormuz nel contesto del conflitto esploso a fine febbraio 2026, mentre gli Stati Uniti mantengono il blocco navale nell’ambito della strategia di massima pressione economica contro la Repubblica Islamica.
fonte: l’AntiDiplomatico
