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Jeff Buckley, per sempre Grace

Manuel M Buccarella

Il 29 maggio 1997 scompariva nelle acque del Wolf River, affluente del fiume Mississippi, a neanche 31 anni, un giovane grande talento della musica internazionale. Stiamo parlando di Jeff Buckley.

Jeff Buckley è un giovane virgulto spezzato, uno di quei gone too soon che ci ha regalato il mondo della musica, figlio d’arte. Il padre , Tim Buckley, morì di overdose.

La sera del 29 maggio Buckley si stava recando ai locali di prova con la sua band per registrare il nuovo album. Durante il tragitto, decise di fermarsi lungo la riva del fiume per fare un bagno spontaneo. Il cantautore si tuffò in acqua restando completamente vestito, indossando persino gli stivali. Testimoni riferirono che in quel momento stava canticchiando Whole Lotta Love dei Led Zeppelin. Keith Foti, un membro della troupe che si trovava a riva con lui, perse di vista l’artista dopo il passaggio di una barca che aveva generato forti onde e correnti. Buckley venne risucchiato dall’acqua e scomparve. Qualcuno parlò anche, senza prove, di suicidio, visto che Jeff secondo taluni soffriva di una forma grave di disturbo bipolare, anche qui senza prove concrete.

“Grace”, il capolavoro

“Grace” è il brano che dà il nome all’omonimo, bellissimo ed unico album pubblicato dal talento statunitense nel 1994. La title track, che proponiamo in video, è un pezzo travolgente, bellissimo sia nell’esecuzione strumentale che vocale che negli arrangiamenti.

Jeff Scott Buckley, detto Scotty, era un grande musicista, cantante e compositore. Un grande talento. Non è facile trovare una definizione univoca per il suo genere musicale e per quello di questa canzone in particolare. Si parla di alternative rock, di folk rock, ma le trovo definizioni riduttive. Il successo di critica ottenuto dal disco fu enorme: AllMusic assegnò all’album un punteggio di 5 stelle e molte riviste specializzate inserirono l’album tra i migliori del 1994. La rivista Juice, inoltre, lo ha considerato il 10º miglior album degli anni novanta,mentre secondo la rivista Rolling Stone occupa il 303º posto nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi. A tutt’oggi, il disco è considerato uno dei più importanti degli anni novanta. Il disco contiene anche una bellissima cover di “Allelujah” di Leonard Cohen.

Molti sono gli artisti che si dichiarano influenzati da Jeff Buckley e dal suo unico vero album: tra gli altri, i Coldplay, gli Starsailor, Ryan Adams, Damien Rice, i Muse.Il successo commerciale dell’album è avvenuto nel tempo, soprattutto dopo la tragica scomparsa dell’artista. È doppio disco d’oro in Francia nel 2000, disco di platino negli Stati Uniti.

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