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Kiev, la casa degli orrori. Scoperto centro di tortura gestito dal corpo Azov

Pressenza – In una casa privata in via Soniachna 7, nel villaggio Petropavlivska Borshchahivka, del distretto di Bucha, nell’estrema periferia di Kiev, la sera di ieri, 2 novembre, è stato scoperto un centro di tortura grazie alla mobilitazione di un centinaio di persone.

Un’ambulanza privata ha chiamato la polizia dicendo che le impedivano di raggiungere un uomo ferito che si trovava dentro l’edificio.

Contemporaneamente si è radunata una folla di parenti e residenti.Il 1° Corpo Guardia Nazionale “Azov” intanto ha emanato un comunicato: l’edificio sarebbe un “punto di riunione temporaneo” dell’unità militare 3121, che appartiene al Corpo Azov e ospitava personale “neo-mobilitato” e “militari detenuti dopo aver lasciato senza permesso le loro unità” e in attesa di riassegnazione.Il Comandante della Guardia Nazionale, Oleksandr Pivnenko, ha confermato la detenzione di chi era tornato senza permesso dal fronte a Petropavlivska Borshchahivka.

Gli scontri

Secondo i giornalisti del Kyiv Independent giunti sul posto, i manifestanti hanno tirato uova contro la polizia e la Guardia Nazionale e hanno sfondato un muro di mattoni per entrare, mentre gli agenti hanno risposto con gas lacrimogeni e spari di avvertimento in aria prima che arrivassero rinforzi.Un bus ha provato a portare via una dozzina di persone detenute e i manifestanti hanno provato a fermarlo bucandogli le gomme.

I feriti

Quattro persone ferite sono state portate in ospedale per esami.Dentro l’edificio, secondo testimoni e il medico entrato, si trovavano circa 25-30 persone.La polizia della regione di Kyiv ha detto che le notizie su ostaggi e uccisioni erano false.Sul posto è arrivato Kyrylo Budanov, Capo dell’Ufficio del Presidente, che avrebbe fatto contattare la sorella di un ragazzo di 14 anni in evidente stato di estrema difficoltà per aiutarlo ad andarsene.Alla domanda sul perché esistano strutture del genere, Budanov ha avuto la faccia tosta di rispondere che “ci sono molti edifici simili”.

È stata annunciata un’inchiesta interna della Guardia Nazionale.Erano presenti anche il Capo Militare Olha Reshetylova e lo State Bureau of Investigation (SBI).La stampa ucraina (Kyiv Independent, Hromadske, UNIAN, TSN, Suspilne e UA.NEWS, i cui giornalisti erano presenti sul posto) dice esplicitamente che: “Il nucleo del racconto è per lo più vero, ma le accuse più gravi non sono ancora state provate.”

Le notizie che circolano sui social ucraini sono che nella casa vi fossero 40 ostaggi civili, che erano praticate torture sistematiche: si parla di occhi cavati e di esecuzioni.Otto sarebbero gli uomini uccisi nell’ultimo mese ed i loro corpi sono stati sepolti nel bosco.Si parla di richieste di riscatto da 15 mila a 30 mila dollari a famiglia.Il sequestro dei cellulari e il blackout di internet serviva a nascondere ciò che avveniva.

La Guardia Nazionale nega le torture, ma è costretta a dire che punirà chi ha commesso violenze.Sul posto un reporter di Kyiv Independent parla di uso di gas lacrimogeno per disperdere la folla.Azov sostiene che non si tratterebbe di una “prigione illegale per renitenti alla leva”, per la versione ufficiale ucraina è un “punto di transito militare per mobilitati e persone che senza permesso si sono allontanate dal loro reparto”, dove però *quattro persone sono state ferite” e che a causa delle loro condizioni sono ora sotto inchiesta.

Le accuse di torture sistematiche e estorsioni per ora sono riportate sui canali Telegram e social e non sono ancora state confermate da inchieste indipendenti.Intanto ciascuno di noi può decidere se credere ai miliziani di Azov o alle voci provenienti probabilmente dai famigliari delle vittime.

P.s. il battagione Azov, neonazista, è tristemente noto per essere stato utilizzato, anche da Zelensky, per gli eccidi in Donbass ai danni di russi e russofoni, incorporato nella Guardia nazionale già dal 2014 (ndr)

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