Lorenzo Tosa
In queste ore è diventato tristemente virale il video di Debora Rasio, medico nutrizionista, oncologa e ricercatrice.Ebbene, nel video, la dottoressa Rasio sostiene come se nulla fosse che “le creme solari aumentano il rischio di tumori della pelle e melanoma” mentre – tenetevi forte – “una maggiore esposizione solare protegge dal melanoma”.
Sì, lo ha detto davvero.In pochi minuti ha rovesciato e negato decenni di studi scientifici rigorosi che dimostrano, oltre ogni dubbio, esattamente il CONTRARIO. E la cosa più sconvolgente è la quantità di persone, alcune anche note, che la seguono, la ringraziano e si fidano – parole loro – “ciecamente”.Finalmente quel post è stato bollato dai fact-checker come falso e antiscientifico, ma nel frattempo i danni che ha provocato sono incalcolabili.
Ma com’è arrivata la dottoressa Rasio a questa conclusione palesemente pseudo-scientifica?Partendo da uno studio condotto su 470.000 persone in cui – si legge su Open, che ha curato il fact checking – “chi dichiarava di usare sempre la crema solare mostrava un rischio più elevato di alcuni tumori cutanei”.Ma è un paradosso che ha delle spiegazioni precise e chiarissime, e facilmente spiegabili con un po’ di logica e statistica elementare.“Perché chi usa regolarmente la crema solare, spesso, è anche chi si espone più a lungo al sole. Oppure appartiene alle categorie già più a rischio, ad esempio perché ha la pelle molto chiara o ha già avuto un tumore della pelle. E molte persone iniziano a usare con maggiore attenzione la protezione proprio dopo una diagnosi” spiega sempre Open.
Tradotto? Non è la crema solare a causare il melanoma.Sono le persone più esposte al sole che la usano di più e, in particolare, chi ne ne ha già subito i danni e quindi ha un’attenzione ancora maggiore.Un esempio di come si possa rovesciare completamente uno studio scambiando (mi auguro non volontariamente) cause e conseguenze e invertendo i fattori.
Durissima, e non poteva essere altrimenti, la reazione della Sidemast, Società italiana di dermatologia.“Negare che i raggi Uv causino i tumori della pelle è mistificazione e follia. I raggi Uv sono cancerogeni e la fotoprotezione rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione. I falsi messaggi sono di per sé negativi, ma quando mandati da medici sono estremamente pericolosi”.
Esattamente.Ma vi rendete conto dei danni immani che un video di tre minuti può provocare a migliaia di persone, specie se fatto da un’oncologa con 363.000 follower solo su Instagram e che viene regolarmente ospitata in programmi Rai e quindi del Servizio pubblico. E mi auguro che non solo Meta, ma soprattutto l’Ordine dei medici intervenga quanto prima per sanzionare in tutte le modalità che riterrà opportune un simile, gravissimo, atto di disinformazione scientifica.È il minimo.
