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La Lega propone gabbie salariali per il pubblico impiego. Vogliono fare guadagnare di più i prof del nord.

Il governo, dietro odg della Lega, si è impegnato a valutare la reintroduzione delle gabbie salariali, dando un primo via libera ad una proposta che il partito di Matteo Salvini porta avanti da tempo.

Con il via libera del sottosegretario Durigon, sempre della Lega, che ha espresso il parere favorevole del governo, la Camera ha poi votato l’odg, approvandolo nella perplessità generale degli altri partiti di maggioranza, che non avevano concordato una linea sulla proposta di legge della Lega.

Nel testo dell’odg, presentato al termine della discussione in Aula, si legge che “il disegno di legge in esame – la delega al governo sull’ormai ex salario minimo – si propone l’obiettivo di incentivare la contrattazione di 2° livello, tenendo conto delle diversificate necessità derivanti dalle differenze del costo della vita su base territoriale”. Ritenuto che “il tema del costo della vita e delle retribuzioni adeguate è principalmente sentito nel settore del pubblico impiego, laddove lo stipendio unico nazionale può comportare disuguaglianze sociali su base territoriale, creando discriminazioni di reddito effettivo” e valutato che “sarebbe auspicabile per alcuni settori, come ad esempio nel mondo della scuola, un’evoluzione della contrattazione che da una retribuzione uguale per tutti passi a garantire un pari potere d’acquisto per tutti, ipotizzando una base economica e giuridica uguale per tutti, cui aggiungere una quota variabile di reddito temporaneo correlato al luogo di attività”.

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