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La scelta del governo Meloni: quasi 9 miliardi per la difesa,appena 130 milioni per il gasolio con la proroga del taglio delle accise al 5 settembre

Manuel M Buccarella

Il governo italiano ha formalizzato la richiesta dei prestiti europei del programma SAFE destinati alla difesa, per caccia F-35 e difese anti missile.Antonio Tajani ha quantificato la richiesta in 8,9 miliardi di euro. Nello stesso giorno il Consiglio dei ministri ha deciso di prorogare fino al 5 settembre lo sconto sul gasolio, che costa appena circa 130 milioni di euro.

Ciò che serve realmente agli italiani non sono certo le armi o più armi, semmai da “donare” agli ucraini, ma l’ABC dello stato sociale: sanità, istruzione, ricerca etc. Saremo demagogici nell’affermare questo, ma chi più ha bisogno delle armi sono gli stessi produttori assieme ai loro finanziatori ed ai loro protettori politici. Perché la Russia non attaccherà l’Italia (forse potrebbe, essere, eventualmente, il contrario).

Prestiti miliardari europei.SAFE è uno strumento europeo creato appositamente per finanziare investimenti nella difesa.Quegli 8,9 miliardi non sono un salvadanaio dal quale il governo potrebbe semplicemente prendere i soldi domattina e costruire ospedali.

Perché dietro un prestito presentato come un semplice strumento di tesoreria si nasconde un impegno finanziario che, se attivato per intero, l’Italia si porterà dietro fino alla seconda metà degli anni Settanta di questo secolo, e il cui costo complessivo potrà essere circa il doppio del capitale ricevuto. Il regolamento SAFE non fissa alcun tasso di interesse. Non esiste un “3%” scolpito da qualche parte, come pure si è letto. SAFE funziona con un meccanismo detto “back-to-back”: la Commissione europea raccoglie denaro sul mercato emettendo obbligazioni comuni (gli EU-bond) e poi lo gira agli Stati membri alle stesse identiche condizioni (cedola, scadenza, importo) a cui lo ha ottenuto. Il “tasso” del prestito italiano, dunque, non è un numero deciso a tavolino: è il rendimento che il mercato chiede agli EU-bond nel momento preciso in cui ciascuna tranche viene emessa.Ne discende una conseguenza che il governo non ha spiegato ai cittadini: il costo complessivo dei 8,9 miliardi che si vogliono incassare non è determinato oggi, ma si “cristallizza” pezzo per pezzo, ad ogni erogazione, in funzione dei tassi di mercato di quel momento. Il vantaggio dichiarato è che gli EU-bond, grazie al rating elevato dell’Unione, costano un po’ meno di un BTP di pari durata.

Curiosa la dichiarazione con cui il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciatol’adesione al Safe (arrivata con una lettera a Bruxelles), specificando che dei 15 miliardi “prenotati” all’Ue ne prenderemo un po’ meno: “Abbiamo deciso di utilizzare meno risorse del fondo perché in questo momento serve investire di più in sanità e in politiche sociali, la crisi che è nata dalla guerra in Iran ha portato dei cambiamenti”. Tajani finisce così per sconfessare Giorgia Meloni, che da sempre si sgola per non mettere in correlazione le spese per la difesa con quelle destinate al sociale, assicurando che il riarmo non incide sulle risorse a disposizione per altri settori(siamo in campagna elettorale…)

FONTI• ANSA, Il Sole 24 Ore Radiocor / Borsa Italiana, Euronews, Milex, Il Fatto Quotidiano, Don Chisciotte

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