Lorenzo Tosa
Se ne parla pochissimo qui da noi, ma in Albania c’è un movimento popolare nato dal basso che da giorni scende in piazza in decine di migliaia a Tirana e in varie città albanesi per manifestare contro il genero e la figlia di Trump, Jared Kushner e Ivanka Trump, e lo scempio del progetto di un resort di lusso che rischia di distruggere l’area protetta di Vjosa Narta, uno degli ultimi ecosistemi vergini del Mediterraneo.
L’hanno già ribattezzata “La rivoluzione dei fenicotteri”, dal nome dell’uccello simbolo dell’area, che ospita circa 240 specie di uccelli e oltre 2000 specie di piante a forte rischio.Sono quasi tutti giovani e giovanissimi, pacifici, disarmati, stanno manifestando per l’ambiente, per la tutela dell’area, per preservare il carattere pubblico di uno dei patrimoni naturali più preziosi dell’Albania. Ma, col passare dei giorni, sta diventando una protesta simbolica contro l’onnipotenza dei nuovi oligarchi e la complicità della politica, ed è confluita nelle proteste contro Israele in occasione dell’amichevole con l’Albania. Israele che, assieme ai Paesi de Golfo, è anche uno dei principali mercati dell’Affinity Partners, la società dei Trump che sta investendo su questo scempio a cielo aperto.“In gioco c’è qualcosa di più: il diritto di partecipare alle decisioni sui luoghi in cui viviamo, sui paesaggi che apprezziamo e sul futuro che lasceremo ai nostri figli” spiega BirdLife Europe & Central Asia, una delle associazioni ambientaliste che più si è spesa in questa battaglia.
Quello che sta accadendo in Albania non è un mero fatto locale. È uno dei movimenti politici più interessanti degli ultimi anni, a cui guardare con grande attenzione. È una postura politica ed esistenziale che chiede di scegliere che tipo di modello vogliamo per il nostro Paese, le nostre coste, una società intera, e impone di decidere da che parte stare.
E magari, perché no, prendere anche esempio.
