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Le lucide farneticanti dichiarazioni di Ben-Gvir a proposito dell’accordo Usa-Iran: “Non ci riguarda. Continueremo ad attaccare il Libano”

Il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, afferma che Israele non è vincolato dall’accordo del Presidente Trump con l’Iran e agirà in modo indipendente per proteggere i suoi interessi di sicurezza. Infatti proprio ieri, in corrispondenza dell’ottantesimo compleanno di Donald Trump e della firma dell’accordo, Israele ha attaccato Beirut e continua ad attaccare ed occupare il sud del Libano.

Ben-Gvir ha dichiarato che Israele non deve accettare alcun accordo che lasci intatto Hezbollah e ha avvertito che ogni drone, missile o UAV lanciato dal Libano dovrebbe essere affrontato con attacchi al distretto Dahiya di Beirut:”L’accordo di Trump non ci vincola. Israele non è soggetto agli Stati Uniti, e siamo una nazione indipendente e sovrana! Il nostro dovere è nei confronti dei cittadini di Israele, dei soldati dell’IDF e del popolo ebraico, e del nostro dovere storico nei confronti degli ebrei perseguitati e assassinati durante migliaia di anni di esilio, per fornire sicurezza agli ebrei nella Terra di Israele. Ogni volta che abbiamo ceduto alle pressioni internazionali a scapito della sicurezza di Israele, abbiamo pagato un prezzo sanguinoso con interessi. È stato vero negli Accordi di Oslo, è stato vero nell’accordo con il Libano del 2006, e lo è stato in ogni periodo di contenimento a Gaza che è esploso in faccia a noi. Sottolineiamo: Amiamo gli Stati Uniti e siamo grati al Presidente Trump. Eppure, lo Stato di Israele non è una repubblica delle banane. Dico queste cose al Primo Ministro tutto il tempo, e le ripeto in stanze chiuse in ogni importante momento storico: Nei momenti storici, una decisione storica deve essere presa.La mia posizione è chiara: Non siamo partner di questo accordo che non garantisce la nostra sicurezza, e non ci vincola in alcun modo. Non dobbiamo scendere a compromessi su nulla di meno dello smantellamento di Hezbollah, non dobbiamo ritirarci da nessun territorio che i nostri combattenti hanno catturato e ripulito dall’infrastruttura terroristica, non dobbiamo tornare a una situazione in cui migliaia di terroristi siedono sulle recinzioni degli insediamenti settentrionali, e certamente non dobbiamo rimanere in silenzio nemmeno per un istante di fronte al fuoco diretto contro lo Stato di Israele. Dobbiamo chiarire: Ogni lancio di un drone, UAV o missile verso Israele dal Libano porterà a un attacco israeliano a Dahiya. Quello era l’equilibrio di deterrenza solo pochi mesi fa, e non dobbiamo rinunciarvi in alcun modo.E soprattutto, dobbiamo chiarire a tutti: Il popolo di Israele è un popolo di 3.000 anni, il popolo eterno che non teme una lunga strada; abbiamo fede nel Creatore dell’Universo, siamo un popolo forte e orgoglioso che è tornato nella sua patria forte e orgoglioso, e non intende più abbassare lo sguardo di fronte ai nemici. I giorni in cui l’ebreo prendeva colpi e rimaneva in silenzio sono finiti. Mai più!”

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