Manuel M Buccarella
Gentile Governatore, Gentile Assessore alla Sanità della Regione Puglia,
sono il direttore responsabile di un giornale online, NonSoloMusicaMagazine, ma soprattutto, sono un pugliese e padre di famiglia. Appartengo, nello specifico, alla fascia di reddito compresa tra i 28mila ed i 50mila euro. La mia attuale addizionale IRPEF regionale è pari a circa 48 euro mensili. Se non ho mal capito, a seguito del Vostro provvedimento per coprire il buco nei conti della sanità, la mia aliquota quintuplicherebbe, passando dall’attuale 0,4% al 2%.
Spero onestamente di non dover decurtare dal mio stipendio circa 200 euro al mese. Non sono nelle condizioni di fare conti precisi. Attendo fiducioso il cedolino di giugno, ma temo una mazzata. E non sono certo una persona benestante, essendo sostanzialmente monoreddito e con due figli maggiorenni a carico. Ma la cosa più disastrosa e scandalosa è la retroattività dell’ aumento a far data da gennaio 2026, che comporterà amare sorprese a Natale, quando preleverete ben 6 mensilità dalla tredicesima, già tassata oltre misura dallo Stato. Insomma feste rovinate. Forse dovrò vedermi trattenuti 800 euro, forse di più? Vedremo… Ma è proprio necessario applicare questo conguaglio a Natale?
Il disavanzo della sanità in Puglia per l’anno 2025 è stato quantificato in 349 milioni di euro, pare in parte importante proprio generato nel 2025. Eravate ben consapevoli del problema, in campagna elettorale e dopo l’insediamento, ma non credo che la questione sia stata affrontata allora, in quanto evidentemente spinosa ed impopolare. Certo, sono aumentate le spese del personale, ma le convenzioni con il privato avranno fatto la loro parte. Ci sarà stato anche qualcuno che ne avrà approfittato, alimentando gli sprechi, poi certo i trasferimenti dello Stato non saranno all’altezza.
Mi chiedo, come cittadino, se oltre a dover partecipare con le mie tasse a mantenere una sanità regionale spesso inefficiente, debba poi partecipare anche significativamente a coprire i buchi di tale sanità inefficiente.
Due domande semplici : 1) terminata l’ emergenza, le aliquote delle addizionali IRPEF regionali torneranno quelle di una volta ? 2) avete un programma reale per una sanità efficiente e senza sprechi, possibilmente pubblica e laica?
Concludo evidenziando la regola da Voi congegnata per l’incremento delle addizionali IRPEF, cui andranno esenti solo i redditi molto bassi (e gli evasori fiscali): per i redditi tra 15mila e 28mila euro l’aliquota salirà dallo 0,2% allo 0,9%; per la fascia tra 28mila e 50mila euro passerà dallo 0,4% al 2%; oltre i 50mila euro salirà dallo 0,62% al 2,1%. Un formale rispetto della progressività dell’imposizione fiscale.

