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Mentre a Gaza vi è calma apparente, in Cisgiordania morti e migliaia di sfollati. Attacchi anche in Libano

Durante l’ultima operazione militare israeliana in Cisgiordania, morti e migliaia di sfollati. Pare insomma che la temporanea e fragile condizione di pace nella Striscia di Gaza venga ampiamente “compensata” da Idf con l’incremento spaventosa della pressione sui Territori Occupati della West Bank.

Va avanti ormai da più di tre settimane l’operazione militare israeliana nella Cisgiordania occupata. 40mila persone sfollate, secondo i dati dell’Unrwa, l’agenzia Onu che si occupa dei profughi palestinesi, scrive Il Manifesto. I numeri, la violenza e le modalità dell’attacco lo rendono diverso dalle centinaia di raid degli ultimi anni. «Il tentativo – dice il sindaco di Jenin, Mohammad Jarrar – è rendere permanente lo sfollamento». Lo sfollamento permanente serve evidentemente anche a fare avanzare le colonie – ed i coloni – israeliani.

L’offensiva militare israeliana ha costretto oltre 40.000 rifugiati palestinesi a lasciare le loro case, con almeno il 90% dei residenti del campo profughi di Jenin sfollati. Oltre a Jenin, roccaforte soprattutto di Hamas e della jihad islamica – che Israele sta cercando di sradicare non senza la collaborazione dell’Autorità Nazionale Palestinese, è stata pesantemente attaccata anche Tulkarem.

Lo sfollamento di massa dei rifugiati palestinesi in Cisgiordania – scrive l’agenzia di stampa indipendente Redstream – riflette la Nakba in corso iniziata nel 1948. Nonostante siano stati sradicati, molti rimangono determinati a tornare nei loro campi profughi, anche in rovina, rispecchiando la resilienza della popolazione di Gaza.

La situazione in Libano

Israele prevede di continuare a occupare cinque località libanesi “indefinitamente”, violando l’accordo di cessate il fuoco con Hezbollah firmato nel novembre 2024. Domani segna la scadenza per il ritiro completo di Israele dai territori occupati nel Libano meridionale, una data che gli Stati Uniti hanno già posticipato rispetto alla scadenza originaria del 26 gennaio su richiesta di Israele.

Israele ha ripetutamente violato il cessate il fuoco, uccidendo, rapendo e arrestando civili, facendo saltare in aria case, devastando strade e bombardando numerose aree in tutto il Libano.

Ora Israele ha annunciato che manterrà la sua presenza nel paese. I media israeliani hanno anche riferito che Israele intende triplicare il numero delle sue truppe di stanza lungo il confine libanese rispetto all’inizio della guerra.

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