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MONS. RICCHIUTI (PAX CHRISTI):“IL BELLICISMO DEL PD MI FA CADERE LE BRACCIA: ALLONTANA GLI ELETTORI”

Monsignor Giovanni Ricchiuti, arcivescovo e presidente dal 2014 di Pax Christi, è stato intervistato qualche giorno fa da Lorenzo Giarelli per Fatto Quotidiano, manifestando preoccupazione sulla posizione di Elly Schlein in tema di Ucraina e riarmo.

“Sulla pace c’è un pezzo importante dell’associazionismo cattolico che si aspetta qualcosa di diverso dal centrosinistra, altrimenti non andrà a votare”. L’arcivescovo Giovanni Ricchiuti è da oltre un decennio la guida italiana di Pax Christi, uno dei più noti movimenti cattolici per la pace. In questi anni ha partecipato, insieme a tante altre realtà, a mobilitazioni e convegni, ma l’altro giorno anche lui è rimasto colpito dall’intervista di Elly Schlein al Foglio, colta da molti come un riposizionamento verso destra sui temi di politica estera: “Quel poco di braccia che avevo ancora su, mi sono cadute”.

Arcivescovo Ricchiuti, contesta timidezza alla segretaria Pd?

Dopo quattro anni di guerra in Ucraina e dopo tutti i conflitti aperti nel mondo, ancora non si è capito che le armi non sono la soluzione? Se possibile, su questi temi Papa Leone è stato ancora più deciso di quanto già non fosse stato Francesco, ma non c’è niente da fare. Purtroppo vedo un potere politico ormai sempre più schiavo di logiche di produzione e di commercio di armamenti, e questo mi addolora.Forse perché ci si aspetta certe posizioni più da destra che da sinistra? Sì, anche perché nel cosiddetto campo largo mi pare che Movimento 5 Stelle e Avs stiano cercando di tenere la barra dritta quando si parla di nuove armi e di aumentare le spese militari. Però è assurdo e sconfortante che il Partito democratico sia rimasto così indietro: leggendo l’intervista di Schlein al Foglio, viene da dire “ma se le cose stanno così, come faccio a votare Pd?”. È assurdo e sconfortante.

Lei conosce bene il mondo dell’associazionismo. Vede il rischio che un riposizionamento di questo tipo possa deludere potenziali elettori del centrosinistra, con conseguenze anche alle elezioni?

Di sicuro vedo questo rischio. Certo, c’è chi magari preferirà votare qualche altro partito della coalizione, come appunto Movimento 5 Stelle o Avs, perché lì trova qualche risposta in più ma in mancanza di chiarezza molti elettori potrebbero anche stare a casa perché si chiederanno qual è la linea di quell’alleanza. Su questi temi ci vorrà chiarezza per presentarsi insieme, altrimenti gli elettori possono sentirsi spiazzati.

Lei ha mai conosciuto Schlein?

Ci siamo visti l’anno scorso alla Camera quando andammo per parlare di Kairos Palestina, il grande movimento cristiano palestinese. Parlammo un po’ ed era molto interessata a quel che stavamo facendo, mi fece un’ottima impressione.Poi? Evidentemente il Pd è un partito con una decina di anime diverse e lei non riesce ancora a gestirle. Ma mi chiedo alla lunga come faccia a sopravvivere un partito così, dove ogni volta si litiga o si deve stare attenti a non scontentare nessuno. Vale per il riarmo, per l’Ucraina, per il disegno di legge contro l’antisemitismo, su cui qualcuno aveva le stesse posizioni del centrodestra, e così via.

Pax Christi ha svolto diverse missioni in aree di conflitto. In Ucraina, per esempio. Davvero guardando da vicino certi contesti è convinto che le armi non servano?

Certo, proprio perché andiamo in questi luoghi ne sono convinto. Siamo andati in Ucraina con le nostre carovane per la pace, così come siamo stati spesso in Medio Oriente. Ricordo una spedizione con 160 persone in Terra Santa a cui partecipò anche il cardinale Zuppi, portammo aiuti alla popolazione per centinaia di migliaia di euro. So quanto bisogno di aiuto ci sia, ma sono anche sicuro che la strada militare non sia quella che risolve queste situazioni, né che ci sia bisogno di alimentare il mercato dell’industria delle armi. Anzi, semmai si ottiene l’effetto contrario, prolungando le guerre.

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