Site icon NonSoloMusicaMagazine

Morte di Charlie Kirk: le piste alternative dell’estrema destra dei Groypers e di quella ebraica.

Manuel M Buccarella

Ci sarebbe un’altra strada, e non è quella della sinistra estrema, in merito all’omicidio di Charlie Kirk, il giovane attivista di estrema destra, vicino al presidente Donald Trump jr ed al movimento MAGA.

Il killer secondo taluni potrebbe fare riferimento a un gruppo di estrema destra detto Groypers, guidato da un guru, tale Nick Fuentes, che aveva dichiarato guerra a Charlie Kirk già diverso tempo fa. Il loro “Ciao bella” non ha niente a che fare con il nostro “Bella ciao”, o meglio ne rappresenta una vera e propria derisione. È una subcultura radicata nei meme e nel gaming. Si tratta di una estrema destra profondamente settaria, costruita sui culti della personalità e sulla competizione feroce contro la setta contigua.

La ragione principale per cui la guerra con Kirk si era ultimamente ravvivata erano le critiche mosse da Kirk a Israele, e i dubbi che aveva instillato nella sua base sulla bontà delle operazioni israeliane. Kirk avrebbe anche subito intimidazioni per aver rifiutato un finanziamento israeliano per le sue attività. Diceva di aver paura di un’eventuale “pista ebraica”.

Solo pochi giorni prima di essere colpito, in diretta, Charlie Kirk aveva puntato il dito contro «gli ebrei laici» come principali finanziatori del marxismo neoliberale e delle politiche di confini aperti: un «suicidio della nostra civiltà». Una rottura netta con il suo passato sostegno a Israele. Ad agosto Kirk confidava a persone vicine che, se avesse continuato a criticare Israele, «lo avrebbero ucciso». Il 9 settembre questa voce è stata riportata pubblicamente. 24 ore dopo, era realtà. E su X, il giornalista Harrison H. Smith ha confermato: Charlie pensava che Israele lo avrebbe ucciso se si fosse rivoltato contro di loro.

Exit mobile version