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Dev’essere stata una giornata difficile al ministero degli Esteri israeliano.Questa mattina, 9 ottobre, il Comitato norvegese ha assegnato il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, giurista sudafricana che ha combattuto l’apartheid, difeso Nelson Mandela e dedicato la propria vita al diritto internazionale.
Navy Pillay, 85 anni, giurista sudafricana, magistrata alla Corte penale internazionale e presidente del Tribunale internazionale per il Ruanda, ha ricoperto la carica di presidente della Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sui territori palestinesi, che nel 2025 ha accusato Israele di aver commesso un “genocidio” a Gaza nel tentativo di “distruggere i palestinesi”. Pillay ha dichiarato in particolare: “C’è l’intento di distruggere i palestinesi a Gaza attraverso atti che soddisfano i criteri stabiliti dalla Convenzione sul genocidio”.
Il premio non è ovviamente piaciuto a Tel Aviv, tanto che il ministero degli Esteri israeliano ha risposto così: «Ora che la commissione del Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall’inferno».Avete letto bene.Il Nobel premia una giurista per il suo impegno a favore del diritto internazionale e il governo israeliano tira fuori Goebbels, il ministro della propaganda nazista.
Resta una domanda, scrive Don Chisciotte,molto meno divertente:Se persino documentare le possibili responsabilità di uno Stato diventa una forma di odio contro quello Stato, quale spazio rimane per il diritto internazionale? Ci aspettiamo una possibile e prevedibile accusa di antisemitismo nei confronti di Navy Pillay e del Comitato per il Premio Nobel…
