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Pazza l’idea di Donald Trump:”cacciamo i palestinesi da Gaza e facciamo una nuova Las Vegas”. Ma è un coro di no.

Manuel M Buccarella

Il presidente Donald Trump ha detto che vuole che gli Stati Uniti prendano il controllo della Striscia di Gaza devastata dalla guerra dopo che i palestinesi saranno sfollati nei paesi vicini, e sviluppino il territorio in modo che la “gente del mondo” possa vivere lì.

In verità il tycoon americano vorrebbe realizzare a Gaza una Las Vegas nel Medio Oriente, una destinazione per ricchi. Ricostruire, semmai con imprese dell’arcipelago trumpiano, una terra devastata e poi farci quel che vogliono allontanando i legittimi proprietari, semmai con la complicità di Tel Aviv. Senza escludere l’utilizzo delle forze armate Usa per realizzare l’obiettivo.

Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, ha affermato che il piano di Trump è “illegale, immorale e completamente irresponsabile”, aggiungendo che stava suggerendo di commettere il “crimine internazionale” dello sfollamento forzato.“E’ vitale restare fedeli ai principi del diritto internazionale – è il monito arrivato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres -. E’ essenziale evitare ogni forma di pulizia etnica“.

Hamas ha rilasciato una dichiarazione in risposta a Trump, affermando che i suoi piani sono “una ricetta per creare caos e tensione nella regione. La nostra gente nella Striscia di Gaza non permetterà che questi piani passino”. Per altro i paesi arabi, cui Trump aveva chiesto di ospitare i gazawiti sloggiati, hanno risposto picche. In particolare l’Arabia Saudita ha negato ogni disponibilità. Riad ha ribadito che il suo impegno per la creazione di uno Stato palestinese sui confini precedenti al 1967, con Gerusalemme Est come capitale, è “fermo e incrollabile“. Il regno “ribadisce inoltre il suo inequivocabile rifiuto di qualsiasi violazione dei legittimi diritti del popolo palestinese, sia attraverso le politiche di insediamento israeliane, l’annessione di terre o i tentativi di allontanare il popolo palestinese dalla propria terra”, popolo che “rimarrà saldo sulla propria terra e non se ne muoverà“, si legge nella dichiarazione.

Una presa di posizione particolarmente significativa, alla luce dei buoni rapporti tra Trump e Mohammed Bin Salman sugellati nel maggio 2017 dall’accordo da 110 miliardi di dollari sulle armi.

Un coro di no si è levato anche dall’Europa. La Striscia di Gaza “appartiene ai palestinesi“, ha affermato la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock. “La popolazione civile di Gaza non deve essere espulsa e Gaza non deve essere occupata o ripopolata in modo permanente”, ha affermato Baerbock in una dichiarazione. “È chiaro che Gaza, come la Cisgiordania e Gerusalemme est, appartiene ai palestinesi. Esse costituiscono la base per un futuro stato palestinese”.

Dello stesso segno i governi britannico, spagnolo, francese.

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