Manuel M Buccarella
Il presidente della Corte Costituzionale polacca, Bogdan Święczkowski, è stato nelle scorse ore sospeso dall’incarico a seguito di un’iniziativa condotta da alcuni giudici costituzionali, di recente nomina da parte del governo del centrista e filoeuropeista Donald Tusk.
Benchè formalmente l’iniziativa sia stata adottata dai giudici costituzionali, nei fatti la rimozione del presidente della Corte Costituzionale e del suo vice è stata richiesta da Tusk e dal suo governo, in particolare dal titolare della Giustizia, che hanno accusato Święczkowski e la Corte da lui presieduta di intralciare le riforme “europeiste”, in funzione di una prevalenza spesso accordata al diritto interno polacco.
La sospensione di Bogdan Święczkowski è stata comunicata dalla giudice Anna Korwin-Piotrowska, nominata dall’attuale maggioranza parlamentare, giudice più anziana in servizio e che ha assunto la presidenza pro tempore della Corte. La decisione è stata formalmente motivata dal fatto che Święczkowski avrebbe impedito ad alcuni magistrati scelti dal nuovo Parlamento di assumere le proprie funzioni.
La Corte Costituzionale ha reagito smentendo formalmente le dimissioni del suo presidente. Tramite l’account ufficiale X dell’organo giudiziario, la Corte ha dichiarato che Święczkowski resta in carica e ha definito l’azione della giudice un vero e proprio “colpo di Stato”. Il presidente sospeso è espressione, come altri giudici costituzionali, della vecchia maggioranza nazionalista, che ha eletto il presidente in carica del paese, Karol Nawrocki, che in viaggio verso il Senegal, ha ordinato l’immediato rientro in patria.
Tusk ha accusato la Corte costituzionale di essere troppo vicina al presidente Karol Nawrocki, sostenuto dal partito PiS, che è sempre stato critico nei confronti di Bruxelles. Il prossimo anno ci saranno le elezioni in Polonia e il partito PiS ha molte possibilità di tornare al governo. Una situazione che non piace affatto a Bruxelles.
Lo stesso Tusk ha dichiarato che il cambio di rotta, o il colpo di stato secondo molti, sarebbe necessario per il ripristino dello Stato di diritto.
La decisione ha provocato una manifestazione davanti alla sede della Corte Costituzionale, con tensioni con la polizia in assetto antisommossa. Pare
