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San Foca (Le).I rifiuti invadono la roccia sottostante la torre cinquecentesca

Massimo Barbano

San Foca (Melendugno) – Materiale di risulta, plastiche ed ogni genere di rifiuti a pochi passi dal lungomare, dal porto e dalla torre cinquecentesca di avvistamento, uno dei simboli più identitari della marina adriatica di Melendugno.

Il sito deturpato da vandali e inquinatori è un anfratto naturale della roccia sottostante proprio la torre di San Foca che un tempo, data la sua vicinanza anche al porto, veniva utilizzato dai pescatori del luogo come ricovero per le reti, gli attrezzi di pesca e gli accessori delle barche. Poi, scomparsi i vecchi pescatori, sostituiti da una filiera che dispone di natanti più ampi e attrezzati, quei cunicoli sono rimasti abbandonati e vandali e inquinatori se ne sono, di fatto, impossessati, utilizzandoli come discariche ad uso personale.

La segnalazione viene da alcuni turisti della zona che sottolineano come questa situazione sia anche un cattivo biglietto di visita per una marina, quella di San Foca, che da sempre è stata una delle più belle naturalisticamente e più amata dai turisti. Tanto più che il sito in questione si trova proprio a pochissimi metri dalla passeggiata abituale che i numerosi villeggianti fanno ogni sera sul lungomare.

Quindi un appello affinchè si ponga un rimedio a questa condizione di degrado, se non con una chiusura della zona, che probabilmente non sarebbe possibile per i vincoli che insistono sul sito, per altro anche di interesse storico, ma quanto meno con qualche barriera che possa mettere l’area in sicurezza ed impedire l’ingresso dei malintenzionati.

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