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Si inaspriscono le sanzioni contro la Russia, si inasprisce la guerra.

In arrivo un’ulteriore escalation militare.

Manuel M. Buccarella

Venerdì Stati Uniti e Canada hanno seguito il Regno Unito: nuove sanzioni contro la Russia. Mentre Londra e Ottawa si sono limitate ad espandere le liste nere di persone fisiche e giuridiche, Washington ha inasprito le restrizioni settoriali e i controlli sulle esportazioni.

La TASS ha raccolto le principali sanzioni imposte a Mosca.

Usa: controlli sull’export e sanzioni contro le università
Canada: nuove liste nere
Regno Unito: banche, metallurgia, energia
Il Fronte militare

Dal fronte arrivano notizie da Bakhmut che riferiscono di piccoli ma graduali avanzamenti delle forze di Kiev. Prigozhin, capo della Wagner, continua ad accusare Mosca di essere stati di fatto abbandonati dall’esercito russo. Per contro continuano i bombardamenti sui principali centri ucraini, compresa la capitale, anche sa da parte ucraina si riferisce che i missili ed i droni lanciati dai russi su Kiev sarebbero stati neutralizzati, tutti o comunque in prevalenza. Continuano gli attacchi russi sui depositi di armi inviate dall’Occidente. Da ultimo, oltre al danneggiamento di sistemi di protezione aerea valutati per circa 1,5 milioni di dollari, vi è stata la distruzione di un deposito di armi all’uranio impoverito verosimilmente inviate dal Regno Unito. Il bombardamento avrebbe generato una nube tossica che ha già raggiunto i cieli della Polonia.

Gli F-16

Alcuni paesi sarebbero pronti a mettere a disposizione alcuni caccia del tipo F-16 all’Ucraina, non gli Stati Uniti che però non porranno il veto ad un invio da parte di altri paesi. Sono disposti però ad addestrare piloti ucraini anche negli Stati Uniti. Insomma ci si avvicina sempre più ad un terzo conflitto mondiale, attualmente con le caratteristiche della guerra per procura da parte Nato ed a mezzo Ucraina.

Il fronte diplomatico

Sotto il profilo diplomatico, premesso che da parte ucraina la pace è possibile solo, di fatto, con la capitolazione russa e con il ritiro da tutti i territori occupati, Crimea compresa, si è assistito ad un formale timido passo in avanti: sia Zelensky che Putin hanno prestato la propria disponibilità a ricevere separatamente delegati del Vaticano nel tentativo di portare avanti una mediazione tra le parti. Anche la Cina sta svolgendo la sua difficile attività, fondata sui 12 punti del suo piano. 10 quelli dell’Ucraina che tuttavia lascerebbero ben pochi spazi a qualche compromesso.

C’è da temere che sarà il campo di battaglia a dare le principali risposte, soprattutto ora che militarmente e politicamente l’Ucraina sembrerebbe più forte. Quali saranno le mosse politiche e militari del Cremlino? Ed altre potenze emergenti resteranno a guardare oppure presteranno un sostegno più forte e convinto all’azione della Federazione Russa? Scoppierà davvero la Terza guerra mondiale?

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