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Sigfrido Ranucci rimosso da Report. “Il mio non è un addio, non condurro’ Report ma condurro’ la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri”

Sigfrido Ranucci
“Sono venuto a conoscenza dall’Ansa che la Rai mi ha sospeso dalla conduzione di Report. Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioe’ da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato “cunei d’ombra” sul sottoscritto.

Il gioco è fatto. Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico. Il mio non è un addio, non condurro’ Report ma condurro’ la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti.

Vi voglio bene, grazie per la vostra passione e dedizione che mi ha accompagnato per 30 anni. Stasera (ieri) sarò a Favignana domani (oggi) ad Agrigento al teatro Efebo, e il 30 a Folrinas vicino Alghero per Diario di un Trapezista.

La Rai ha indicato come nuovi conduttori Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi già interni al programma, e ha proposto a Ranucci tre ipotesi di ricollocazione. La comunicazione è arrivata attraverso un lungo comunicato in cui la Rai illustra i criteri della scelta, valorizzando l’esperienza di Presutti come storica inviata del programma e quella di Piervincenzi, già inviato e conduttore di trasmissioni come Nemo.

La presa di posizione della redazione

Gli inviati storici hanno definito la decisione Rai “completamente irricevibile” e minacciato dimissioni in blocco, contestando sia il metodo seguito dall’azienda sia la scelta dei nuovi conduttori; Bernardo Iovene e Giulio Valesini hanno rifiutato l’incarico di capiautore, lamentando di aver appreso i nomi scelti solo dalle agenzie di stampa dopo aver dato disponibilità di massima a collaborare al “nuovo corso”.

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