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Treni e vergogne. Claudia Cernigoi smaschera la bufala sul treno degli esuli istriani che sarebbe stato preso di mira dai comunisti a Bologna nel 1947

IL “TRENO DELLA VERGOGNA”, ENNESIMA BUFALA DELLA PROPAGANDA IRREDENTISTA

Dal 10 al 27 febbraio 2024 il “treno del ricordo” ha attraversato l’Italia (da Trieste a Taranto, facendo tappa a Venezia, Milano, Torino, Genova, Ancona, Bologna, Parma, La Spezia, Firenze, Roma e Napoli); treno promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani per diffondere la falsa memoria delle foibe e dell’esodo istriano, così come sancita dalla storiografia di governo.

Questo treno è stato anche messo in contrapposizione, quasi una rivalsa, nei confronti del cosiddetto “treno della vergogna” del quale scrisse per la prima volta (da quanto a nostra conoscenza) Gian Aldo Traversi, citando le dichiarazioni di Lino Vivoda, considerato uno dei più importanti “testimoni dell’esodo”.

Così leggiamo nell’articolo di Traversi.«“Dopo innumerevoli soste in stazioncine secondarie arrivammo a Bologna. Era martedì, poco dopo mezzogiorno. La Pontificia Opera di Assistenza e la Croce Rossa Italiana aveva preparato un pasto caldo, atteso soprattutto dai bambini e dai più anziani”. Ma dai microfoni “rossi” una voce gridò: “Se i profughi si fermano, lo sciopero bloccherà la stazione”. Poco prima il convoglio, che i ferrovieri chiamavano il “treno dei fascisti”, era stato preso a sassate da un gruppo di giovanissimi che sventolavano le bandiere con la falce e il martello. Ci fu perfino chi, per eccesso di zelo, versò sui binari il latte destinato ai bambini già in grave stato di disidratazione. Il treno scomparve nella nebbia con il suo carico di delusione e di fame: la meta finale sarebbe stata una caserma di La Spezia» (1).

È da questa narrazione che è partita la propaganda che anche in questi giorni ci martella sull’argomento; di seguito pubblichiamo alcune scansioni di articoli reperibili in rete, come questa che (oltretutto) ha inserito anche una foto che è già stata smascherata come “non inerente” all’argomento esodo istriano, dato che si riferisce ad una famiglia francese sfollata dopo l’invasione nazista nel 1940 (2).

C’è poi questa foto (senza firma) che è diventata virale sui social: [https://www.diecifebbraio.info/wp-content/uploads/2024/02/Il-treno-della-vergogna.pdf p.2].

Degno di rilievo infine questo articolo, piuttosto recente, firmato da Andrea Landretta: [https://www.diecifebbraio.info/wp-content/uploads/2024/02/Il-treno-della-vergogna.pdf p.2]«il 18 febbraio 1947, il treno carico di esuli si fermò proprio a Bologna. Lì fu preso d’assalto da numerosi riduzionisti comunisti, carichi d’odio politico verso loro stessi connazionali: il treno venne preso a sassate e sputi, mentre il latte destinato ai bambini fu rovesciato sui binari dai sindacalisti della CGIL” (3).

Non possiamo fare a meno di considerare che il giornalista identifica come “riduzionisti” già i comunisti bolognesi del 1946, mentre noi pensavamo che tale definizione denigratoria fosse stata creata in tempi ben più recenti, rivolta a chi, facendo ricerca storica critica ridimensiona le cifre degli “infoibati” e degli esuli, sbrigativamente viene accusato di sminuire (citiamo da varie pubblicazioni e pensatori) la tragedia delle foibe e dell’esodo istriano. Torniamo ora indietro negli anni, e leggiamo un articolo pubblicato sul numero 1058 (13/2/57) de L’Arena di Pola (all’epoca organo del CLN dell’Istria, il movimento costituito nel 1945 e che si batteva contro l’annessione alla Jugoslavia, e successivamente bollettino del Libero Comune di Pola in esilio), articolo scritto dallo stesso Lino Vivoda che quasi cinquant’anni dopo avrebbe rilasciato la testimonianza sopra citata.

Nel 1957 Vivoda così rammentava quanto avvenuto sul treno che li portava da Ancona a La Spezia.«(…) quando il treno merci sul quale viaggiavamo veniva smistato sui sperduti binari delle grandi stazioni affinché nessuno si accorgesse di noi ed a Bologna dove la P. C. A. aveva preparato qualche bevanda calda per ristorarci, di fronte alla minaccia di uno sciopero per causa nostra, fummo fatti proseguire in fretta e furia senza alcuna sosta, e si viaggiava già da una ventina di ore sulla Paglia (…)» (4).

Nella scansione dell’articolo che pubblichiamo di seguito (solo la parte superiore della pagina) si vede come sia esplicativo già il sottotitolo:«(…) il convoglio ferroviario proveniente da Ancona non fu fatto sostare nella città emiliana (sic) e gli istriani proseguirono nel triste viaggio senza assistenza».Nel 1957, dunque, Vivoda affermò che il treno NON si fermò a Bologna: pertanto tutta la narrazione collegata a questa sosta (manifestanti accalcati sui binari, sventolanti bandiere con falce e martello, che presero a sassate il treno ed anche i suoi passeggeri, senza alcun riguardo per donne e bambini, latte versato sui binari eccetera) cade, non essendovi stata alcuna sosta alla stazione.

Ma perché a distanza di cinquant’anni Vivoda ha cambiato la sua “memoria” del fatto? Perché chi ha riportato le sue dichiarazioni non ha mai pensato di fare una ricerca per verificare se questo “ricordo” del 2004 corrispondesse ad un fatto realmente avvenuto? (va detto per inciso che noi ci abbiamo messo cinque minuti ad aprire l’archivio online dell’Arena di Pola e trovare l’articolo che ci interessava, utilizzando il motore di ricerca del sito). Perché si è preferito invece dare la stura ad una pletora di articoli che diffamavano la popolazione bolognese, accusata di avere commesso una bassezza che invece non è mai avvenuta?Dove sono tutti quei siti (open di Mentana primo fra tutti) che “scovano” le notizie false e poi le segnalano all’algoritmo come “non vere”, arrivando persino ad oscurarle sui social (che in alcuni casi giungono addirittura a cancellare i profili degli incauti postatori)?

Quanto a noi, dopo avere verificato che il “testimone dell’esodo” Lino Vivoda ha fatto due narrazioni incompatibili dello stesso evento, non possiamo che vedere confermati i nostri dubbi sulle sue dichiarazioni relative alle responsabilità nella strage di Vergarolla, dubbi che abbiamo già espresso nella nostra analisi che potete leggere in questo stesso sito (5).

Claudia Cernigoi, febbraio 2024.

NOTE1 Nel numero di Dossier (supplemento del Quotidiano Nazionale) di settembre 2004.

2 Si veda https://www.wumingfoundation.com/giap/2015/03/come-si-manipola-la-storia-attraverso-le-immagini-il- giornodelricordo-e-i-falsi-fotografici-sulle-foibe/.

3 https://www.lavocedelpatriota.it/treno-del-ricordo-oggi-tappa-a-bologna-77-anni-dopo-il-treno-della-vergogna/

4 L’articolo trascritto si può leggere qui: http://arenadipola.com/articoli/3133.5 https://www.diecifebbraio.info/2019/08/strategia-della-tensione-in-istria-1946-la-strage-di-vergarolla/.

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