Giancarlo Selmi
“Non è un caso che i governi italiani più longevi siano stati quelli di centrodestra”, dice Giorgia Meloni dal palco dell’ennesima autocelebrazione, con i soliti condimenti: ricerca di battute a effetto, urla a squarciagola, odio e vittimismo. Non è neppure un caso che siano stati i peggiori governi che l’Italia abbia avuto.
Insomma no, non è un caso. Ma la durata di un governo non è una medaglia, se quel governo dura mentre il Paese arretra. Anche gli ingorghi durano a lungo: non per questo portano da qualche parte.Mentre Meloni festeggia se stessa, la produzione industriale torna a scendere: -1% in un solo mese e -0,6% su base annua. E oggi, nell’indotto dell’ex Ilva, sono partite le procedure per 2.500 licenziamenti collettivi, che coinvolgono 28 aziende. Questa è l’Italia reale, fuori dal teatro della propaganda. L’inflazione è risalita al 3,3%, spinta anche dal caro carburanti. Fare il pieno costa di più, fare la spesa costa di più, arrivare alla fine del mese diventa sempre più difficile. Il famoso taglio delle accise è rimasto tra le promesse buone per raccattare voti.Intanto il 18,6% della popolazione è a rischio di povertà, il 22,4% arriva a fine mese con grande difficoltà e il 9,1% delle famiglie vive in povertà energetica. Sono tutti dati veri, certificati, non minchiate alla Bocchino. E mentre aumenta il disagio sociale, vengono sottratte risorse proprio a chi avrebbe più bisogno dello Stato: persone con disabilità, famiglie e caregiver.
In politica estera, poi, una sequenza di pose, fotografie e fallimenti: l’Italia sempre più irrilevante, subalterna ai più forti e incapace di incidere davvero sulle crisi internazionali. Molta propaganda patriottica, pochissima autonomia.E allora basta con questa favola del governo “stabile”. Stabile è la paralisi. Stabile è il declino industriale. Stabili sono i salari bassi. Stabile è l’abbandono di lavoratori, poveri e persone fragili.
Meloni rivendica la longevità dei governi di centrodestra. Dovrebbe ricordare che nell’ultimo governo Berlusconi c’era anche lei, prima del restyling politico e non solo, mentre l’Italia era travolta dalla crisi dello spread e rischiava di perdere l’accesso ai mercati. Quattro anni di governo e il bilancio è impietoso: produzione industriale in calo, fabbriche in crisi, licenziamenti, prezzi in aumento, carburanti alle stelle, più povertà, meno protezione sociale e nessun peso internazionale. Non è stabilità. È immobilismo al potere. Non è buongoverno. È propaganda permanente. Non è un record, è il nulla assoluto durato quattro anni.
