Crocifisso Aloisi*
Vecchio e nuovo medioevo.
In passato coloro che andavano contro il pensiero dominante erano considerati eretici, persone pericolose da cui stare alla larga, persone da emarginare perché il loro pensiero, le loro azioni, mettevano in discussione certezze, modi di fare e di intendere il mondo circostante: mettevano in discussione, insomma, la tranquillità mentale della massa.
Una massa sonnolente dove “Il bisogno di certezza è sempre stato più forte del bisogno di verità”, come scriveva abilmente Gustave Le Bon nel suo famosissimo libro ‘Psicologia delle folle’.
Una massa che ha paura dell’incognito e che preferisce rifugiarsi in verità accomodanti.
Anche se la società di oggi è ben diversa da quella di qualche secolo fa ed il progresso ha radicamente modificato le società, per certi aspetti il retaggio mentale di certi soggetti è rimasto inalterato nel tempo.
Per certi aspetti che riguardano la natura profonda di una società di individui possiamo senza alcun dubbio affermare che oggi stiamo vivendo un nuovo medioevo intellettuale.
Da una parte la solita opinione pubblica che cerca continuamente verità accomodanti raccontate dai mercenari propagandisti di turno.
Dall’ altra ci sono loro, gli eretici che oggi vengono etichettati con i più disparati termini dispregiativi: complottisti, negazionisti, cospirazionisti. Considerati tali dalla massa acritica assetata di verità accomodanti che ripudia scomode verità, anche a costo di rovinare la propria esistenza e quella dei propri cari.
Utili idioti funzionali a narrazioni accomodanti.
*meridionalista, associazione Orienta Menti
