Manuel M Buccarella
Un nuovo studio scientifico del 2026, pubblicato sulla rivista Plants, apre nuove prospettive sulla convivenza tra gli ulivi salentini e la Xylella fastidiosa. La ricerca dimostra che le piante trattate con un protocollo specifico, il Protocollo NuovOlivo, mostrano cambiamenti interni misurabili, dimostrando in concreto che il trattamento suggerito dal Protocollo consenta la convivenza della pianta con il batterio. Il Protocollo si basa su di un detergente naturale brevettato a base di oli vegetali, estratti botanici e idrossidi.
La ricerca, condotta dal Dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche e ambientali dell’Università del Salento è partita dall’analisi del profilo metabolico di ulivi Cellina di Nardò infetti. Con la spettroscopia Nmr (risonanza magnetica nucleare) è stata letta la composizione chimica delle foglie di un campione di sette alberi a Montesano Salentino, nel Capo di Leuca, monitorati per due anni (2023-2024). Le piante trattate mostrano livelli differenti di molecole come mannitolo, glucosio e acido chinico, segni di una risposta fisiologica diversa allo stress causato dal batterio. Tuttavia non è dimostrata la riduzione della carica batterica.
Il Protocollo NuovOlivo, brevettato da Luigi Botrugno, non è una “cura magica” ma parte di una gestione agronomica rigorosa che include la potatura costante e la rimozione del seccume, la cura del terreno ed il controllo delle erbe infestanti; è inoltre necessaria continuità negli interventi e presenza costante sul campo.
Verso la “Coesistenza”
Questo studio si aggiunge a precedenti ricerche del 2021 e 2024. L’obiettivo scientifico dunque mira alla “coexistence” della pianta infetta con il batterio della xylella, tanto da evitare l’eradicazione, cui hanno spesso puntato le autorità amministrative ed anche scientifiche: una strategia per mantenere gli uliveti storici (come Cellina di Nardò e Ogliarola salentina) produttivi e vitali, preservando il paesaggio e l’identità del Salento.
Molte piante trattate non solo hanno mostrato chiome più verdi ed una sorta di reviviscenza, per quelle che sembravano condannate, ma anche a supporto cambiamenti biochimici interni. Il Protocollo Scortichini, a sua volta, si è dimostrato nelle condizioni, in vitro, di sopprimere con certezza il batterio anche in poche ore, dopo l’applicazione del Dentamet, concime fogliare e radicale a base di rame, zinco e acido citrico. Dal vivo Dentamet apporta alla pianta trattata una significativa riduzione della carica batterica, consentendole di fogliare e di continuare a produrre olio di qualità.
